Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post

sabato 22 febbraio 2014

Matteo Renzi al baffetto

Agnolo Bronzino - Ritratto di un giovane uomo con un cappello e una piuma , 1555


Scrivere che ve lo avevamo detto, anzi scritto qui, è stucchevole. Ma, nel panorama parolaio e irriflessivo che connota l'esercizio di scrittura dei blogger, qui abbiamo preferito "ragionare" piuttosto che specchiarci. E così, oggi alla luce della formazione del governo di Matteo Renzi, il titolo di questo post è quanto di più appropriato possa indicare il piatto servito dalla cucina politica italiana. Dopotutto, Renzi si era da tempo reso conto che far fuori Letta, per i motivi che scrivemmo qui, era necessario affinchè non finisse cucinato anch'egli. E che era d'obbligo indossare i baffetti.
Ora proverà a finire, come Presidente del Consiglio, il lavoro cominciato assieme al suo migliore alleato e dissimulato nemico di partito. Ma dovrà vedersi bene le spalle. E le precauzioni sono state prese accuratamente, imbalsamando la neoformazione politica NCD in ministeri in parte di favore (ma in ristrettezze economiche) e in parte caldi o che rischiano di diventarlo. E' riuscito anche a zittire Squinzi, che si avvia con questo governo a mordersi la lingua per il tempo che gli resta come rappresentate nazionale degli industriali di Confindustria. Il resto della compagine ministeriale è fatta da uomini del banco. E il banco vince sempre, se i croupier è bravo.

lunedì 3 febbraio 2014

Ci sono cose di cui (non) serve parlare


Ci sono cose di cui non serve parlare, c'è scritto nel murales ripreso nella foto di testa di questo post. Ed una di queste cose è quanto sta accadendo in Italia: due persone, una che non siede in Parlamento, ed una che non potrà più sedervici, stanno decidendo le sorti del governo di questo Paese. Questo è motivo sufficiente per non entrare nel merito delle decisioni che si stanno prendendo poichè mancano i presupposti formali e preliminari alla stessa decisione. Quanto avviene è, lapalissianamente, un colpo di coda dell'animale politico italico agonizzante. Il popolo certamente saprà riscattarsi dal conflitto oligarchico che si sta consumando e che lo sta consumando. E' solo questione di tempi. Storici, e non biblici.
Tutt'altra e di maggiore importanza è quanto invece sta avvenendo in Europa: da altri blog veniamo a conoscenza che un comunicato stampa della Commissione Europea manifesta tutta la sua preoccupazione sui livelli di occupazione e di crescita economica in alcuni Paesi dell'eurozona, e delle politiche che per far fronte alla situazione si stanno implementando o si vorrebbero implementare. Solo per fare un esempio, se si accettassero le condizioni retributive che la Elettrolux vorrebbe imporre ai suoi dipendenti per recuperare competitività e dette condizioni divenissero modello da applicare su larga scala, i riflessi sul sistema Paese sarebbe disastrosi: minor gettito fiscale e contributivo, contrazione ancor più netta dei consumi con riflessi sulle produzioni, effetto retroattivo ulteriore sul gettito IVA e fiscale, ulteriore aumento della disoccupazione... e così via. Senza contare i gravi problemi d'ordine sociale e pubblico che ciò comporterebbe e che già sta comportando: l'aumento della microcriminalità nelle città a maggiore concentrazione urbana.
Ma perchè solo adesso la Commissione Europea denuncia il fallimento delle politiche economico-finanziarie e fiscali finora adottate?

giovedì 19 dicembre 2013

La favola di Cerbero

Alex Majoli - India, fabbica tessile
Matteo Renzi ha fatto un discorso di sinistra, dichiarò Angelino Alfano, e a noi ci sta bene. Come a dire che non ci sono contenuti politici in campo, ma unicamente contrapposizioni funzionali al posizionamento all'interno dell'arena della contesa politicista corrispondenti alla segmentazione del mercato elettorale. Nulla di più che l'assenza completa di metodo, l'imperio del nullafacente e nullapensante. Tanto è vero che Renzi è subito ricorso a riparare quella che deve essere apparso uno scivolone di sinistra, con le sue ultime dichiarazioni sulle politiche del lavoro da adottare per i neoassunti. Così che nello scenario tattico del posizionamento strategico di marketing elettorale il confronto avvenga sulla presenza o meno di capelli sul cranio e non per quanto dentro vi frulli e si manifesti all'uditorio elettorale ormai disorientato e ridotto a semplice consumatore della democrazia.

venerdì 4 ottobre 2013

Lui in Persona è... un grande!

Di Rudolf Hausner Gelber Narrenhut 1955


Lui in Persona, che vi abbiamo presentato in questo altro post,  è... un grande. Così disse - dopo la dichiarazione di voto al Senato di egli - Enrico Letta, un politico che esercita la professione di portavoce del potere da quando era imberbe, e null'altro sa fare. E da buon discente, ha appreso dalle lezioni di come bisogna coprire per bene la bocca quando parla, salvo quando si renda necessario che il suo labiale venga letto. E lo dice, il Natus Post, che Lui in Persona è un grande  rivolgendosi ad Angelino Alfano, colui che riesce a malapena a prenderne il testimone ma che è immensamente amato da Lui in Persona, così tanto amato da lasciarsi sacrificare per il bene della Creatura.

giovedì 3 ottobre 2013

Giace Immobile: sulla crisi immobiliare, e (metafora) della crisi della politica



Imprese edili ostaggio di pratiche bancarie ai limiti dell'usura, un'espansione folle del comparto immobiliare, territori compromessi dal punto di vista idrogeologico e una bolla la cui gravità non è ancora stata affrontata. E’ questo il panorama sconcertante di Giace Immobile, un filmdocumentario di Riccardo Maggiolio (il cui trailer segue dopo nel blog), in cui, attraverso la voce di analisti di primo piano, agenti immobiliari, costruttori e amministratori locali, si mette a fuoco la verità sulla situazione del mattone italiano.

domenica 8 settembre 2013

DOVE VA IL PD?



PD
Queste riflessioni prendono spunto da un articolo di Paolo Franco che si poteva leggere martedì 3 settembre a pag 34 del Corriere della Sera. E che titolava:

<<Sorpresa, postcomunisti addio

Il Pd si scopre democristiano>>




L’articolo prendeva le mosse dalla constatazione che il Pd si sta ritrovando a vedere battersi, per il controllo del partito e del governo, Letta e Renzi. E notava ancora l’articolista:
<<(…) Sul fatto che il campo degli aspiranti cavalli di razza del Pd ormai lo occupino loro, invece, molti dubbi non ce ne sono. Si, cavalli di razza, proprio come mezzo secolo fa, nel lessico democristiano d’epoca, furono definiti, si parva licet, Amintore Fanfani e Aldo Moro. Perché possiamo anche classificarli genericamente postdemocristiani (siamo tutti post qualcosa) ma resta il fatto che entrambi nel movimento giovanile dell’ultima Dc, e poi nel Partito popolare, hanno mosso i primi passi e si sono formati. E non nascondono né, tanto meno, rinnegano le loro origini. Anzi.(…)>>

Ebbene, queste considerazioni altrui, consentivano l’emergere anche di altre riflessioni.
Vale a dire che un intero ciclo di vita del partito prima Pci, poi Pds, poi Ds ed infine anche Pd, risulta essersi definitivamente esaurito. Ed esaurito con un completo insuccesso, come risulta ammettere anche la sua storica stessa classe dirigente di partito.
Questo ciclo pare poterlo riassumere nel tentativo di fare del PCI post Urss il grande partito socialdemocratico italiano. Agevolato in questo suo tentativo dalla occasione irripetibile del vuoto di competitori creatiglisi con l’eliminazione politica di Craxi.

Che questo fosse stato il tentativo strategico lo avrebbe anche rivelato il fatto che quel medesimo partito originario, il postPci, avrebbe accettato di pagare l’enorme prezzo di continue scissioni alla sua sinistra mentre si avvicinava operativamente all’area elettorale di centrosinistra.
L’emorragia elettorale conseguente, e che si rivelerà pesante, avrebbe alfine indotto il postPci a provare di fondersi in un unico partito, appunto il Pd, con quel che restava della postDc risultata risparmiata da <Tangentopoli>.

sabato 27 luglio 2013

La città è (apparentemente) tranquilla



La situazione non dev'essere per nulla facile se ad una penna come quella di Massimo Franco del Corriere viene chiesto di prendere una posizione netta in favore dell'attuale governo e contro l'unica forza politica che nel Parlamento, all'interno delle regole democratiche e parlamentari e non sovvertendole come si vuol far intendere, cerca di fare opposizione all'ampia maggioranza governativa del "rinvio permanente".

sabato 13 luglio 2013

L'Inqualificabile




 "Da oggi esistono solo figli senza aggettivi." - Queste le parole di Enrico Letta durante la Conferenza Stampa del Governo da Lui presieduto sul Consiglio dei Ministri n° 14 (12.07.2013)
Nasce la categoria de l'Inqualificabile.

P.S.
Nessun giornalista, a fine della conferenza stampa, ha fatto una domanda.

sabato 6 luglio 2013

Quale patto di cittadinanza possibile fra lavoratori e padroni

1497-1498 Albrecht Durer - Apocalisse. Bestia di blasfemia e bestia della tentazione

Mentre la compagine governativa chiacchiera se è meglio tagliare il costo del lavoro o esentare dall'IMU la prima casa (non è chiaro se di residenza o no), costringendo il povero Enrico Letta a fare l'equilibrista invece che dettare l'agenda politica e l'indirizzo politico dell'esecutivo, il mondo del lavoro si muove, eccome se si muove. Anche contro le indicazioni dei sindacati, persino di quelli che, spergiuri, hanno collaborato attivamente affinchè determinate condizioni giuridiche e contrattuali potessero essere sperimentate ed attuate.

domenica 19 maggio 2013

Cip & Ciop

E' infatti questo il nomignolo con cui Franceso Verderami, oggi, sul Corriere della Sera a pag.5, indica scherzosamente il duo Letta Alfano di governo.






                                                                                                                      E di questi due esponenti di governo, presidente e vicepresidente del consiglio dei ministri attuali,oggi abbiamo i primi provvedimenti di governo:

Imu su prima casa sospesa 
Cassa integrazione rifinanziata

Bene, bravo, bis. Ma mica poi tanto



Questi due primi provvedimenti, infatti, appaiono piuttosto la prova provata che governano due destre conservatrici; e che, entrambe, nel primo provvedimento simbolico adottato dal governo, hanno teso a salvaguardare le proprie rispettive Rendite. Senza mutare niente sopra le scelte economiche nazionali di fondo che restano le stesse.

Cosa si intende dire?

martedì 14 maggio 2013

Mediterraneo, gas e crisi nord-africana e del Medio Oriente

A commento di un post del blog di Vincenzo Cucinotta avevamo segnalato il viaggio di Berlusconi negli USA (l'occasione era l'inaugurazione di un qualcosa promosso da Bush figlio a sua memoria), mentre Letta dopo essersi consultato con Napolitano aspettava di nominare i ministri finchè il Cavaliere non fosse ritornato dal viaggio. Berlusconi all'evento negli USA presso la corte di Bush era l'unico politico nazionale europeo ancora in attività, dato che Aznar, Blair e compagnia bella sono in pensione.

Al ritorno di Silvio Berlusconi, finalmente Letta può nominare i ministri, e agli Esteri nomina una persona dall'inequivocabile legame internazionale, la radicale Bonino. I radicali sono sempre stati filo-occidentali e strettamente legati ad Israele. Una storia un po' diversa rispetto, per esempio, a quella di Andreotti o di Moro o di Craxi. Chi oggi paragona il governo Letta I ai passati governi democristiani e/o del pentapartito compie solo esercizi retorici. Perlomeno questa è la percezione.

venerdì 26 aprile 2013

Ettore, Achille, il Cavallo, e...Letta?



Non coltiviamo qui certo l’inclinazione ad autocitarci, ma non possiamo non vedere che la rappresentazione del finale del nostro recente scontro elettorale già proposta come un duello tra Ettore (Bersani) e Achille (Berlusconi) appare proprio oggi ancora quanto mai calzante per continuare ad osservare anche l’attuale presente. Seguendo appunto ancora l’Iliade.

Perché se in quel duello vi era a ben vedere la sintesi dello stesso nostro risultato elettorale, adesso nella medesima immagine – e in quel che ne seguì nel racconto di Omero - pare potersi collocare ragionevolmente anche molto del nostro attuale presente politico nazionale entro similitudini efficaci.