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| Danny Lyon - Texas, prigionieri al lavoro |
Maurizio Molinari su La Stampa: "A un giovane italiano oggi io consiglierei di emigrare".
Marianna Rizzini su Il Foglio: "No lamenti, lavorate di più".
Alberto Mingardi, giovane direttore dell'Istituto Bruno Leoni: "Rimboccarsi le maniche".
Sul Corriere della Sera del 27 Aprile scorso l'Istituto Bruno Leoni aveva già dato i suoi buoni consigli al ministro Fornero e al Presidente Monti: basta protezioni all'impiego, perchè se diventa facile licenziare quando non c'è di che produrre, si assumerà più personale quando invece c'è da fare: "L'intervento sul lavoro «protetto» cerca di migliorare la possibilità per l'impresa di ricorrere al licenziamento individuale per motivi economici. Non essendo costretto a mantenere personale in eccesso durante future crisi, il datore di lavoro dovrebbe essere più disposto ad assumere. L'idea è di creare maggiore certezza sulle conseguenze di un licenziamento individuale: in passato incombeva il rischio di procedimenti giudiziari dalla durata imprevedibile con obbligo di reintegro e un risarcimento di ammontare ugualmente imprevedibile." Dovrebbe, è scritto. Perchè un presidente del consiglio deve costruire la sua agenda politica sul tempo condizionale dei verbi.
Nel frattempo oggi Oscar Giannino, anch'esso vicino all'Istituto, invita a "copiare" la Svezia. Non ingannatevi conflitti interni... al Bruno Leoni: si rema tutti verso la stessa direzione! E non è nella direzione di Gini.