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domenica 29 giugno 2014

venerdì 6 giugno 2014

La farsa e la tragedia

retro-futurism-palace-of-soviets
L'ex G8 è diventato G7, sebbene la settima potenza economica mondiale, il Brasile con tutte le sue contraddizioni e sperequazioni sociali, non vi fosse presente, mentre l'Italia ormai ottava... sì.
La Russia è stata praticamente estromessa dai tavoli dei grandi per i fatti di Crimea, mentre in Ucraina il nuovo presidente, con il benestare degli USA e della UE, lancia persino raid aerei sulla popolazione filorussa e apre di fatto alla destabilizzazione permanente di un'altra area contigua l'Europa, dopo tutte quelle che in questi 3 anni e più sono riusciti a creare nell'area del Mediterraneo, se nel frattempo in Libia è in corso una guerra civile e il controllo del territorio e lasciato alle cosche della migrazione clandestina che ormai competono fra loro per il ribasso dei prezzi per le migrazioni delle genti che si affollano sulle coste libiche e le ambasciate libiche ormai non rilasciano nessun visto di entrata, mentre la situazione in Egitto vede ancora l'esercito controllare la politica, in Siria si stanno decimando e in Irak si fa finta di fare libere elezioni democratiche fra poco meno di 150 partiti!
Queste le tragedie, la farsa è che Obama e il G7 minacciano ulteriori sanzioni economiche alla Russia.
C'è da ridere, se nel frattempo non ci fossero popolazioni che piangono i loro morti.

giovedì 24 aprile 2014

IL BOY (scout) al comando - di Leonardo Tinelli


Ilya Chashnik -  Suprematismo , 1920


IL BOY (scout) al comando, segue la via tracciata. Ma quando questa sfocia nel campo e non si sa se veramente si tratti di uno sfociare o di un cominciare a consentire un passaggio nuovo, la situazione si ingarbuglia a tal punto da indurre l’abbandono del piglio guerriero di chi conduce intrepido e mestamente disporsi ad alzare le tende per la notte.

martedì 4 marzo 2014

I nodi energetici e il pettine di Crimea: l'insufficienza delle politiche energetiche dell'Unione Europea

Alessandro Allori. Susanna ei vecchioni. 1561.
I nodi prima o poi vengono sempre al pettine. E per l'Europa e la Unione Europea è arrivato il tempo di fare i conti con una sconclusionata politica finanziaria economica ed industriale. Che poi vuol dire oggi essenzialmente ENERGETICA.

Se oggi a fronte della crisi sviluppatasi in Crimea gli USA possono fare la voce grossa, dopo aver favorito con la complicità e/o l'inezia del ceto dirigente europeo gli sviluppi autoritari e revanscisti nell'area facente parte dell'ex Patto di Varsavia e fin dentro la ex URSS, è perchè hanno - seppur con notevoli costi ambientali - raggiunto l'autosufficienza energetica.

Gli USA hanno 100 problemi: spendono il doppio dei soldi per curarsi rispetto a Paesi omologhi ma la sua popolazione ha una probabilità di vita media (o speranza di vita) peggiore di quella di Cuba; spendono mediamente più di 15.000 dollari per studente all'anno, più di ogni altro Paese, ma i suoi studenti si classificano 23esimi nelle scienze e 31esimi in matematica; 1 americano su 7 per vivere deve accedere ai "buoni pasto" del sistema di sicurezza sociale per non scivolare nella completa disperazione esistenziale; spendono una vagonata di denari per spiare il proprio popolo e quelli altrui... ma un problrma lo hanno risolto: rispetto agli altri Paesi produttori di petrolio, gli USA negli ultimi 5 anni hanno visto una crescita a due cifre della produzione di petrolio. Certo, con una tecnica il cui impatto ambientale è notevolissimo, ma adesso non sono più dipendenti dalle importazioni estere e possono liberare quote decisive di produzione per gli amici cinesi.

lunedì 3 febbraio 2014

Ci sono cose di cui (non) serve parlare


Ci sono cose di cui non serve parlare, c'è scritto nel murales ripreso nella foto di testa di questo post. Ed una di queste cose è quanto sta accadendo in Italia: due persone, una che non siede in Parlamento, ed una che non potrà più sedervici, stanno decidendo le sorti del governo di questo Paese. Questo è motivo sufficiente per non entrare nel merito delle decisioni che si stanno prendendo poichè mancano i presupposti formali e preliminari alla stessa decisione. Quanto avviene è, lapalissianamente, un colpo di coda dell'animale politico italico agonizzante. Il popolo certamente saprà riscattarsi dal conflitto oligarchico che si sta consumando e che lo sta consumando. E' solo questione di tempi. Storici, e non biblici.
Tutt'altra e di maggiore importanza è quanto invece sta avvenendo in Europa: da altri blog veniamo a conoscenza che un comunicato stampa della Commissione Europea manifesta tutta la sua preoccupazione sui livelli di occupazione e di crescita economica in alcuni Paesi dell'eurozona, e delle politiche che per far fronte alla situazione si stanno implementando o si vorrebbero implementare. Solo per fare un esempio, se si accettassero le condizioni retributive che la Elettrolux vorrebbe imporre ai suoi dipendenti per recuperare competitività e dette condizioni divenissero modello da applicare su larga scala, i riflessi sul sistema Paese sarebbe disastrosi: minor gettito fiscale e contributivo, contrazione ancor più netta dei consumi con riflessi sulle produzioni, effetto retroattivo ulteriore sul gettito IVA e fiscale, ulteriore aumento della disoccupazione... e così via. Senza contare i gravi problemi d'ordine sociale e pubblico che ciò comporterebbe e che già sta comportando: l'aumento della microcriminalità nelle città a maggiore concentrazione urbana.
Ma perchè solo adesso la Commissione Europea denuncia il fallimento delle politiche economico-finanziarie e fiscali finora adottate?

lunedì 23 settembre 2013

Fra Cina e Giappone non mettere il dito



Mentre il dibattito va perfezionandosi sullo stato di decadenza dell'Europa, all'indomani dei risultati delle elezioni parlamentari tedesche che han visto la prevedibile vittoria della politica dell'uscente cancelliere Merkel e l'articolata disfatta della sinistra tutta, e che sarà sempre più centrato sulla prossima scadenza elettorale decisiva del rinnovo del Parlamento Europeo, n.o.i. qui proviamo a guardare un po' più lontano. Ci siamo abituati.
Lo sguardo lo rivolgiamo verso la Cina e il Giappone.

sabato 14 settembre 2013

Il volto dell'Europa e la meteorologia politica


Mentre si invoca la ripresa, raccontandoci di stare comodi che essa sta arrivando, i dati europei sulla produzione industriale sia dell'area Euro che di tutta l'Europa non sono per niente una conferma delle parole che i nostri dirigenti politici e ministeriali proferiscono affannosamente.


lunedì 8 luglio 2013

GIOCHI SENZA FRONTIERE: sulla natura pagana di questa Europa e del Mercatismo che la governa

Christopher Richard Wynne Nevinson - L'anima della città senz'anima (New York - una astrazione) (1920)

L'impressione che spesso ricaviamo dal dibattito intorno all'Europa e all'Unione Europea, e che ci accompagnerà fino alla celebrazione delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo in previsione nel 2014 per scadenza naturale dell'attuale, è quella di un semplice parlare e ragionare per aporie.

lunedì 1 luglio 2013

APPENDICE al post Potere e(è) informazione, opacità e trasparenza

foto di Jason Hanasik
Pochi giorni fa ho scritto un post cui oggi, per gli sviluppi che la questione sta assumendo anche nelle relazioni internazionali, è bene riprendere ed approfondire. Non certamente per sommarci ai peri caduti dall'albero europeo (Germania e Francia) che pensano che un alleato (USA) non abbia bisogno di verificare, diciamo così, la veridicità della lealtà. Sono certo che questi politici di professione sappiano quanti denari dei bilanci pubblici vengono "distratti" per le attività di spionaggio e controspionaggio. Evidentemente fanno finta di non sapere che le relazioni internazionali assumono il carattere di quei coniugi infingardi e fedifraghi che fanno pedinare e sorvegliare l'altro/a mentre sono essi stessi dall'amante. O forse lo sanno molto bene, ma questa volta sono stati sbugiardati, e temono si scoprano o si siano scoperte le "vergogne".

martedì 18 giugno 2013

Dalla parte dell'Europa dei Popoli



 L'ARS (Associazione Riconquistare la Sovranità) ha celebrato il 15 e 16 Giugno scorsi a Pescara la sua seconda assemblea nazionale. Del suo presidente, il prof. Stefano D'Andrea, vi abbiamo postato una breve intervista in questo post. E come immaginiamo già tutti sappiate, l'agenda ideale e politica dell'ARS è la ripresa delle abilità, è proprio il caso di chiamarle così! e non solo sovranità, politiche nazionali che in questi anni sono state cedute ad organismi europei il cui carattere popolare democratico e collegiale è del tutto assente. Anzi, tali organismi europei a questi caratteri più propriamente sembra opporvisi.

mercoledì 12 giugno 2013

Capitalismo, democrazia e uscita dall'euro - di Diego Fusaro



Il video, girato in occasione dei seminari organizzati dalla Seminaria-Auser e dalla CGIL di Cosenza per la terza edizione de "La Cultura Accanto" (il 3 giugno scorso si è chiusa anticipatamente la rassegna con Marta Maddalon, docente di Sociolinguistica presso l'Università degli Studi della Calabria, che ha presentato il suo libro 20.000 leghe. Immersione negli usi linguistici dei movimenti politici dell'Italia contemporanea), Diego Fusaro ritorna a presentare con questo video il suo ultimo libro Minima Mercatalia - Filosofia e Capitalismo, Bompiani, 2012, di cui qui ne abbiamo bloggato un altro video con una sua prima presentazione tempo addietro in quest'altro post.

domenica 9 giugno 2013

Gli orfani sociali di Odessa

Charles Sprague Pearce - Momenti di pensosità, 1882
Ai margini dell'Europa, ad Odessa in Ukraina, 3.000 bambini vivono per strada. Provengono dallo stesso Paese, o dalla Bielorussia, dalla Moldavia, dalla Russia. E sono solo la punta dell'iceberg, ciò che non sfugge alle statistiche ufficiali di una città che in 30 anni ha quadruplicato la sua popolazione, oggi di 1.000.000 di abitanti.
Occupano case distrutte ed abbandonate, o si rifugiano nei sotterranei della città, negli opifici dismessi. Ogni giorno lottano per la sopravvivenza e per mangiare. Molto spesso sono alcolizzati e drogati. Se non riescono a trovare un lavoro di espedienti, sono costretti a rubare o a prostituirsi. Si ammalano di malattie infettive, si infestano di pidocchi e acari della scabbia. Non vanno a scuola, non sono di nessun interesse per le politiche sociali.
Come li definisce il fotografo Michal Novotny di Praga, le cui foto potete vedere cliccando qui, sono orfani sociali.

martedì 28 maggio 2013

RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE PARZIALI MAGGIO 2013 IN ITALIA: il v(u)oto politico e l'asse nazional-socialista che vorrebbe occuparlo

Andrej Malinowski - Filo blu

Il risultato di queste parziali elezioni amministrative in Italia, inequivocabile, è unicamente la crescente astensione dal voto degli italiani. Questo è l'unico spettro che si aggira per tutta l'Europa, oltre che da qualche mese anche in Italia. L'unica a resistere ancora è la Francia. Qui ne abbiamo dato ampia documentazione. La certezza del consolidamento di questa evidenza l'avremo il prossimo anno alle elezioni per il rinnovo del parlamento Europeo, quando il dato sull'astensione diverrà più che preoccupante.
Rispetto a queste elezioni celebrate in Italia in questo mese di Maggio più che umido, c'è ben poco da scrivere: se fra PD e PDL ormai si tratta di resistenza a chi riesce in un qualche modo a ridurre il danno del decremento dei consensi, rispetto al M5S vale quanto già scritto qui rispetto alle elezioni in Friuli Venezia Giulia. Inutile ripeterci. Tutto il resto del panorama politico è insignificante, nicchie elettoralistiche autoriferite.
Piuttosto, mentre anche il giornalismo istituzionale si rende conto della sempre più crescente astensione dal voto, noi qui cominciamo ad interrogarci su cosa si fa posto a questo v(u)oto politico, come auguravamo alla vigilia delle elezioni politiche.

sabato 25 maggio 2013

IL VALORE DELLA PERDITA, LA PERDIZIONE DEL LAVORO - di Leonardo Tinelli


Carstian Luyckx (1623 - dopo 1658) - Vanitas con il globo, libri, conchiglie, serpenti e farfalle


PER J. M. KEYNES, chiarendo ogni equivoco sullo… sviluppo,

il denaro non è altro che una rappresentazione del… valore della rappresentabilità… prevalentemente numeraria. Ovvero nulla!!! O presso a poco! Altro non  è dato. Dunque, o ce l’hai… la rappresentabilità, o puoi credere di possederlo o di prenderlo o pretenderlo da qualche parte… il denaro! Diventato di nuovo concreto… fino al suo uso!!!!!! Fino alla sua… perdita!!!!!!
Da questo inguacchio la crisi è… mondiale da sempre.
Ognuno può immaginare e di… essere chi sa chi!
Il punto dove va risolta la questione è dove noi siamo, ci consideriamo e veniamo stimati come efficaci!!!

martedì 21 maggio 2013

Per la Germania Inc. la Cina è il futuro

Distruggere il vecchio mondo; Forgiate il nuovo mondo!
Sulle fonti rinnovabili abbiamo molto scritto qui sul blog, e spulciando l'etichetta "energia" troverete scritti a riguardo, anche aspramente critici. Più recentemente abbiamo condiviso le critiche sollevate da alcuni esperti di energia rispetto alla gestione delle politiche di incentivazione delle produzioni di energia da fonte rinnovabile, nel post Chi ha ucciso le rinnovabili?

Tuttavia, alle politiche di decentralizzazione della produzione energetica (o di produzione diffusa) abbiamo riservato anche un ampio interesse positivo, inquadrando la produzione energetica da fonti rinnovabili e le prassi di efficienza energetica come una possibilità di creazione di lavoro che non passi più attraverso la produzione ed il consumo di merci ma attraverso la spesa per investimenti. In particolare ne abbiamo scritto in La riqualificazione energetica degli edifici, e in maniera più articolata ed estesa in Distretti produttivi e Territorio: il luogo della crisi. In altri post abbiamo anche messo a parte degli sviluppi tecnologici che si stanno avviando in Europa, e che vedremo se avranno risorse e attenzioni adeguate per proseguire nello sviluppo.

Tuttavia, è indubbio che l'industria europea fotovoltaica, dopo essersi ingrassata con sovvenzioni ed incentivazioni ed aver alimentato false speranze industriali, oggi segna decisamente la spirale di morte in cui versa il settore tutto delle rinnovabili.


Disoccupazione e crescita in Europa: un occhio alla Germania e cento al resto d'Europa e del Mondo




Nella mappa di sopra è visibile immediatamente dove gli effetti della crisi globale stanno determinando i più alti tassi di disoccupazione. L'Europa, in particolare gli Stati europei del Sud insieme ad Irlanda, alle Repubbliche Baltiche ed ad alcuni Stati dell'area Est (seppur per queste ultime due aree è comunque prevista una crescita della ricchezza prodotta), è il continente dove le politiche industriali e finanziarie non riescono a frenare l'impoverimento delle comunità.