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giovedì 17 luglio 2014

UBER è un nome per cane

Studio del movimento-Man Walking da Étienne-Jules Marey , 1890


Ogni importante progresso o innovazione tecnologica che arriva sul mercato è quasi sempre oggetto di proteste e dell’attenzione da parte del legislatore

così parla in questa intervista la General Manager di UBER Italia Benedetta Arese Lucini.
Fatto sta che UBER già da tempo ha scatenato le proteste da parte dei taxisti già da molto tempo, e le loro ragioni sono nel fatto che questo servizio fa concorrenza sleale a quello offerto da loro. Cerchiamo di capire il perchè di queste ragioni, sfrondando le argomentazioni dalle ideologie e le retoriche che nei giorni scorsi alcune trombette liberiste de' noialtri (vedi Oscar Giannino) hanno suonato, e che riproducevano i suoni delle parole del GM UBER Italia.  Ed in particolar modo, cerchiamo di capire se questa UBER è veramente una star-up innovativa di un qualche giovane e brillante innovatore di mercato, oppure un grande affare per le solite... lobby.

venerdì 4 gennaio 2013

Il complotto giudaico massonico nel caso Alitalia


Facciamo un esempio di come si è inteso negli anni di Silvio Berlusconi utilizzare il pubblico danaro.

Negli anni 2000 Alitalia entra in crisi.

Nel 2008 non ha più soldi in cassa per pagare gli stipendi. 

La società Alitalia accetta l’offerta vincolante da parte di Air France – KLM: 1,85 miliardi di euro, un miliardo subito per azzerare i “buffi”, 850 milioni d’ investimenti dal 2009 in poi e una percentuale di azioni della società allo Stato e agli altri azionisti.

Berlusconi col cavallo bianco si mette di traverso, giura sulla Madonna e Padre Pio che se verrà rieletto fermerà lo scempio, stopperà i mangiarane in combutta col Mortadella e manterrà Alitalia in mani italiane. Già un concetto del genere avrebbe dovuto far bestemmiare i Santi, facendogli maledire se stessi.

Del resto ai più è sfuggita la differenza tra privatizzare una società e privatizzare una società.

lunedì 10 dicembre 2012

Il fallimento assai pubblico dell’acqua “privata” - di Mario Seminerio (www.phastidio.net)

Su questa IREN si è scritto molto. Il blog di Beppe Grillo, attraverso l'inceneritore che si sarebbe dovuto implementare a Parma, ce ne ha fatto conoscere la struttura e gli affari di questa multiutility SpA , che molto si assomiglia alle tantissime esistenti in altrettanti comuni italiani, e la cui maggioranza è detenuta dal "pubblico" che agisce come privato ma che non assolve alla funzione sociale della proprietà privata (in mano pubblica, per di più!).
Lo scritto che segue, tratto dal blog  Phastisio.net di Mario Seminerio (nel nostro blogroll), che a riguardo dell'acqua "pubblica" gestita da queste SpA a maggioranza "pubblica" (in questo caso la IREN) fa molta chiarezza su come sono stati applicati i principi liberali in questo BelPaese dal nome Italia, e di come la politica ne abbia, da ogni fronda essa provenisse, fatto in modo di portare (in questo caso, è proprio il caso di scriverlo) acqua al proprio mulino e non a quello (dovuto) dei cittadini paganti. 
Mario Seminerio scrive dall'altra parte di coloro che vorrebbero che l'acqua restasse un bene gestito dal settore pubblico, ma le critiche che muove non possono che essere per ogni parola condivise anche da coloro che non vorrebbero "privatizzare" i cosidetti beni comuni. E Seminerio riesce a fare sintesi efficace di quanto finora scritto su questa specifica utility pubblica e sulle mani che la politica e i partiti in queste società ci mettono e per quali obiettivi... e che non sono solo di piazzare qualche perduto raccomandato che non sarebbe buona manco a fare il sciuscià. Ma peggio. Anche funzionalizzando le idealità sincere di coloro che vorrebbero l'acqua restasse a gestione pubblica.
Buona lettura


martedì 20 novembre 2012

PRIVATIZZAZIONI: il posto fisso e la pacchia... senza i conti dell'oste

La separazione delle reti infrastrutturali dai fornitori di servizi sappiamo già essere l'imperativo delle politiche dell'Europa. Questi indirizzi hanno spinto tutti gli Stati membri dell'Unione a separare, per esempio, la rete elettrica (rimasta nelle mani dello Stato) dai fornitori di energia elettrica, la rete del gas (che in Italia vorrebbero però privatizzare) dai fornitori e distributori del gas naturale, la rete delle telecomunicazioni dai fornitori di servizi di telecomunicazione (caso eccezionale, quello italiano dove la rete è in mano ai privati). Lo stesso dicasi per la rete ferroviaria, che è già stata scorporata dall'erogazione del servizio di trasporto, oggi consentito anche a società ferroviarie private. Un altro esempio è quello di separare l'acquirente -purchaser (pubblico) del servizio dal suo erogatore-provider (anche privato).
L'idea di fondo di queste politiche europee sulla erogazione dei servizi pubblici, e che si implementa nel separare il controllo e gestione della rete e del servizio (monopolisticamente in mano pubblica) dalla erogazione dei servizi che quella rete consente (in stato di concorrenza privato-privato-pubblico), è il non celato obiettivo di dismissione di tutta una serie di erogazione di servizi di cittadinanza direttamente prodotti da parte dello Stato. Non escludiamo che domani questa politica possa anche riguardare la scuola, settore dove gli strappi più decisivi sono stati compiuti dalla Lombardia, seppur non hanno raggiunto l'estensione che nella stessa Regione è stata determinata, per esempio, nel settore sanitario. 

venerdì 2 novembre 2012

BENITO LIVIGNI su ENI, Mattei, politica energetica ed industriale della I Repubblica, e le liberalizzazioni

Enrico Mattei in visita al campo dell'Agip Mineraria Marocco, Oum Doul, 1960


Dal Blog del prof. D'andrea (Appello al Popolo nel nostro blogroll) traiamo cognizione di questi video (5 e tutti linkati) sull'intervento di Benito Livigni al V° Congresso di Senza Bavaglio. 
Benito Livigni è stato assistente del celebrato Mattei, che in quest'anno ne corre l'anniversario della morte accidentale, avvenuta il 27 ottobre del 1962.
Buona visione

sabato 27 ottobre 2012

IL PARTITO ANTIEURO e QUELLO DEL SOLDO VERDE


Il partito antieuro ha il suo leader (per adesso solo economico). Si chiama Alberto Bagnai (nel nostro blogroll lo si può leggere attraverso il suo blog   http://goofynomics.blogspot.it/  ). Seppur esorcizzi questo epilogo verso cui si sta trascinando, di fatto è quello cui aspira- E il codazzo di simpatizzati al suo blog, questi sempre pronti a sostenere fino al limite del linciaggio parolaio il suo kapo, seppur Bagnai kapo non lo è poichè non ne possiede il fisique du role, oltre che l'impianto di valori al ruolo pertinente... Ma della schiera di sostenitori ne riconosce l'esigenza per un pur minimo servizio d'ordine  che l'afflato studentesco e non che lo sostiene puntualmente gli assicura!)


lunedì 27 agosto 2012

La Grecia svende tutto, e Kiev volta le spalle a Mosca


Come e’ noto in Grecia si sono aperti i saldi, alla ricerca di liquidita’ per saldare i debiti Atene ha messo in vendita praticamente tutto il patrimonio pubblico. In realta’ le privatizzazioni sono da tempo al centro delle agende politiche greche, ma il succedersi delle elezioni, e dei Governi, ha fatto si che il programma venisse ritardato, senza contare le problematiche dovute all’opinione pubblica che ne ostacola la realizzazione.