Imprese edili ostaggio di pratiche bancarie ai limiti
dell'usura, un'espansione folle del comparto immobiliare, territori compromessi
dal punto di vista idrogeologico e una bolla la cui gravità non è ancora stata
affrontata. E’ questo il panorama sconcertante di Giace Immobile, un filmdocumentario di Riccardo Maggiolio (il cui trailer segue dopo nel blog), in cui, attraverso la voce di analisti di
primo piano, agenti immobiliari, costruttori e amministratori locali, si mette
a fuoco la verità sulla situazione del mattone italiano.
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » (Articolo 1 della Costituzione Italiana) Il 2 Giugno 1946 l'Italia decise di diventare una Repubblica, con un Patto di Cittadinanza sancito dall'art. 1 della Costituzione Italiana. NOI crediamo che adesso questo patto sociale, politico, economico, e di cittadinanza così tante volte violato, debba essere da NOI rivitalizzato.
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giovedì 3 ottobre 2013
venerdì 27 settembre 2013
Il denaro evapora: la prossima bancarotta bancaria sarà in Slovenia ?
La Slovenia è il settimo Paese, su 17 dell'area Euro, che presto avrà bisogno di un piano di salvataggio, ed è molto probabile che lo otterrà in termini meno drammatici di quelli che sono stati determinati in Grecia ed in Irlanda, non certamente per bontà o per ravvedimento razionale ma per via di una consolidata egemonia culturale tedesca esercitata su questa parte dell'Europa.
Dal 1 Gennaio 2007, quando la Svolenia convertì la sua moneta in euro, le banche di proprietà dello Stato cominciarono a fornire credito a buon mercato (i tassi di sconto erano bassi, come ricorderete, e la cuccagna era un po' generale in tutta Europa prima che la regola d'oro intervenisse a chiudere le festività e i festini).
Dal 2007 il Paese divenne la Repubblica ex slava con la più alta crescita economica... fino allo schianto che presto ascolteremo (o leggeremo).
Dal 1 Gennaio 2007, quando la Svolenia convertì la sua moneta in euro, le banche di proprietà dello Stato cominciarono a fornire credito a buon mercato (i tassi di sconto erano bassi, come ricorderete, e la cuccagna era un po' generale in tutta Europa prima che la regola d'oro intervenisse a chiudere le festività e i festini).
Dal 2007 il Paese divenne la Repubblica ex slava con la più alta crescita economica... fino allo schianto che presto ascolteremo (o leggeremo).
mercoledì 20 febbraio 2013
IL SILENZIO, nel dibattito elettorale, SU QUALE EUROPA VOGLIAMO
A pochi giorni dalla celebrazioni dei comizi elettorali, il dibattito è scivolato sempre più su argomentazioni dal carattere sterile ed ideologico. Il prossimo anno si celebreranno anche le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, le cui funzioni sono state svilite e rese inefficaci a fronte invece dell'enorme potere della Commissione europea fatta di nominati e dei Consigli dei presidenti nazionali. Un'oligarchia, avulsa da qualsiasi impostazione giuridica liberale popolare e democratica, governa e decide le sorti (per nulla affatto magnifiche!), dell'Europa.
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giovedì 14 febbraio 2013
Fra Portogallo e Francia non c'è solo la Spagna
mercoledì 30 gennaio 2013
LA VITTORIA DI PIRRO: L’Islanda vince la battaglia con l’Ue su Icesave
![]() |
| Osman Hamdi - l'ammaestratore di tartarughe |
“Vittoria totale”, titola Frettablaðið all’indomani della sentenza con cui il
tribunale dell’Associazione europea per il libero scambio (Aele) ha dato
ragione a Reykjavik nel contenzioso che oppone l’Islanda alla Commissione
europea.
Bruxelles aveva denunciato l'Islanda nella convinzione che dopo il fallimento della
Landsbanki (la più importante banca privata del paese) nel 2008 il governo non
avrebbe dovuto rifiutarsi di rimborsare i clienti olandesi e britannici di
Icesave, una filiale online di Landsbanki presente nei Paesi Bassi e nel Regno
Unito. Il rifiuto era stato sancito dal referendum con
cui gli islandesi (il 60% votò per il NO nel referendum del 9 Aprile 2011) hanno bocciato gli accordi sul rimborso negoziati dal loro
governo con l’Aia e Londra (e Paesi Bassi).
Il tribunale ha deciso che l’Islanda non ha violato la regolamentazione europea in materia di obbligo di garanzia dei depositi bancari, perché la legge non prevede nulla in caso di crisi sistemica,
A fallire
nel 2008, in effetti, è stato l’intero settore bancario islandese. Inoltre, precisa sul Financial
Times il giurista Michael Waibel,
la corte ha preso le parti di Reykjavik su una questione giuridica e politica che va ben al di là dell’Islanda: lo stato è tenuto a essere garante del suo sistema di depositi bancari?
lunedì 28 gennaio 2013
IL POTERE DELLA CECITA'
In una delle sue ultime interviste Nicolae Ceausescu spiegava che non poteva aprire le frontiere e lasciare che i rumeni potessero emigrare in Europa ,poichè questo avrebbe certamente comportato internamente delle sollecitazioni demografiche ed economiche che avrebbero messo in crisi il benessere della Romania. Dichiarò che era indispensabile che, per la patria e la prosperità collettiva, questo diritto venisse compresso.
Possiamo pensare, adesso, che questo sia stato un principio guida dei regimi che governavano i Paesi europei dell'allora "oltre cortina", e che ogni soffocamento delle libertà, anche di movimento, dei popoli di quelle aree dell'Europa ex-comunista attraverso anche i mezzi militari trovasse spiegazione nella natura autoritaria e dittatoriale intrinseca dell'ideologia marxista-leninista.
Ma non è proprio così. Al potere poco s'interessa di quali siano le ideologie che ne sostengono l'efficacia della conservazione di sé, e quello che sta accadendo in Europa in questi ultimi 2 anni ne può essere una dimostrazione.
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giovedì 24 gennaio 2013
GRIGIO FUMO DI ATENE: dalla beffa al danno
Povera Grecia. L'immagine che vedete è la cappa di smog che avvolge Atene. Cliccando qui potete anche vederne un'altra di immagine.
martedì 22 gennaio 2013
recessione, ma perché?
Devo ammettere che,
ormai da diverso tempo, un’idea mi frulla per la testa – e non so se solo a me
- rimanendo tuttavia ancora alla ricerca di una plausibile risposta.
E dunque, in questo
post, vorrei condividere quale sia questa domanda e provare a cercare assieme anche
una possibile risposta.
E’ presto detto di cosa
si tratta: la Ue manda sue nazioni in Recessione, Grecia, Spagna, Italia, e ci
manda di conseguenza anche l’Unione (sebbene questa ultima in modo mediamente ben
più lieve). Il conto tuttavia non torna. Comunque lo si guardi.
Può infatti capitare
come Stato di finire in recessione, puoi trovartici spedito sempre da Stato, ma
che organizzi da solo un simile percorso rovinoso appare molto curioso.
In tutto il mondo dove si voti con ragionevole libertà pare che la massima iattura temuta da chi governa è vedersi indebolita la crescita del Pil; specialmente sotto elezione. Figurarsi recessione. In genere, fanno le valige i governanti del caso, prima ancora di aver aperto le urne.
Ma la Ue, no. Pare
proprio essa faccia eccezione. Ha tre sue nazioni sprofondate in recessione e risulta
che se le osserva soddisfatta: pare infatti proprio che dica, ben fatto.
E come mai?
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venerdì 4 gennaio 2013
Il complotto giudaico massonico nel caso Alitalia
Facciamo un esempio di come si è inteso negli anni di Silvio
Berlusconi utilizzare il pubblico danaro.
Negli anni 2000 Alitalia entra in crisi.
Nel 2008 non ha più soldi in cassa per pagare gli stipendi.
La società Alitalia accetta l’offerta vincolante da parte di Air France – KLM:
1,85 miliardi di euro, un miliardo subito per azzerare i “buffi”, 850 milioni d’
investimenti dal 2009 in poi e una percentuale di azioni della società allo
Stato e agli altri azionisti.
Berlusconi col cavallo bianco si mette di traverso, giura
sulla Madonna e Padre Pio che se verrà rieletto fermerà lo scempio, stopperà i
mangiarane in combutta col Mortadella e manterrà Alitalia in mani italiane. Già
un concetto del genere avrebbe dovuto far bestemmiare i Santi, facendogli
maledire se stessi.
Del resto ai più è sfuggita la differenza tra privatizzare
una società e privatizzare una società.
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lunedì 17 dicembre 2012
FUORI O DENTRO LA MONETA UNICA EUROPEA?
Su una TV locale, Telenova, Venerdì 14 dicembre 2012 c'è stato un confronto fra diversi esperti di economia e politica economica, Bagnai e Borghi (sostenitori dell'uscita dalla moneta unica e del ripristino della sovranità monetaria nazionale) e Puglisi e Seminerio (sostenitori della permanenza nell'area euro, seppur critici rispetto all'attuale architettura politica dell'Europa e della politica fiscale e bancaria europea finora espressa).
Il video che segue è il filmato della puntata (Linea D'Ombra) condotta da Adriana Santacroce.
Buona visione.
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lunedì 10 dicembre 2012
Il fallimento assai pubblico dell’acqua “privata” - di Mario Seminerio (www.phastidio.net)
Su questa IREN si è scritto molto. Il blog di Beppe Grillo, attraverso l'inceneritore che si sarebbe dovuto implementare a Parma, ce ne ha fatto conoscere la struttura e gli affari di questa multiutility SpA , che molto si assomiglia alle tantissime esistenti in altrettanti comuni italiani, e la cui maggioranza è detenuta dal "pubblico" che agisce come privato ma che non assolve alla funzione sociale della proprietà privata (in mano pubblica, per di più!).
Lo scritto che segue, tratto dal blog Phastisio.net di Mario Seminerio (nel nostro blogroll), che a riguardo dell'acqua "pubblica" gestita da queste SpA a maggioranza "pubblica" (in questo caso la IREN) fa molta chiarezza su come sono stati applicati i principi liberali in questo BelPaese dal nome Italia, e di come la politica ne abbia, da ogni fronda essa provenisse, fatto in modo di portare (in questo caso, è proprio il caso di scriverlo) acqua al proprio mulino e non a quello (dovuto) dei cittadini paganti.
Mario Seminerio scrive dall'altra parte di coloro che vorrebbero che l'acqua restasse un bene gestito dal settore pubblico, ma le critiche che muove non possono che essere per ogni parola condivise anche da coloro che non vorrebbero "privatizzare" i cosidetti beni comuni. E Seminerio riesce a fare sintesi efficace di quanto finora scritto su questa specifica utility pubblica e sulle mani che la politica e i partiti in queste società ci mettono e per quali obiettivi... e che non sono solo di piazzare qualche perduto raccomandato che non sarebbe buona manco a fare il sciuscià. Ma peggio. Anche funzionalizzando le idealità sincere di coloro che vorrebbero l'acqua restasse a gestione pubblica.
Buona lettura
mercoledì 28 novembre 2012
IL MITO DELLA PRODUTTIVITA'
Mr Krugman (clicca qui per essere diretto al suo supervisitato blog, cosa per altro molto comune in questi tempi di chiacchiera economicistica), s'interroga sul declino produttivo ed economico dell'Italia, la quale rispetto agli altri PIIGS ha un tessuto produttivo e manifatturiero secondo in Europa solo a quello germanico.
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martedì 20 novembre 2012
PRIVATIZZAZIONI: il posto fisso e la pacchia... senza i conti dell'oste
La separazione delle reti infrastrutturali dai fornitori di servizi sappiamo già essere l'imperativo delle politiche dell'Europa. Questi indirizzi hanno spinto tutti gli Stati membri dell'Unione a separare, per esempio, la rete elettrica (rimasta nelle mani dello Stato) dai fornitori di energia elettrica, la rete del gas (che in Italia vorrebbero però privatizzare) dai fornitori e distributori del gas naturale, la rete delle telecomunicazioni dai fornitori di servizi di telecomunicazione (caso eccezionale, quello italiano dove la rete è in mano ai privati). Lo stesso dicasi per la rete ferroviaria, che è già stata scorporata dall'erogazione del servizio di trasporto, oggi consentito anche a società ferroviarie private. Un altro esempio è quello di separare l'acquirente -purchaser (pubblico) del servizio dal suo erogatore-provider (anche privato).
L'idea di fondo di queste politiche europee sulla erogazione dei servizi pubblici, e che si implementa nel separare il controllo e gestione della rete e del servizio (monopolisticamente in mano pubblica) dalla erogazione dei servizi che quella rete consente (in stato di concorrenza privato-privato-pubblico), è il non celato obiettivo di dismissione di tutta una serie di erogazione di servizi di cittadinanza direttamente prodotti da parte dello Stato. Non escludiamo che domani questa politica possa anche riguardare la scuola, settore dove gli strappi più decisivi sono stati compiuti dalla Lombardia, seppur non hanno raggiunto l'estensione che nella stessa Regione è stata determinata, per esempio, nel settore sanitario.
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sabato 17 novembre 2012
ITALIANI D'ARGENTINA
Ne eravamo già informati, ed oggi attraverso il blog Voglia di Terra anche il contadino lo sottolinea.
L'Argentina non è affatto messa bene, e Seminerio due giorni fa ne aveva data ulteriore informazione, poichè da molto tempo in lettura dei fondamentali del Paese sudamericano. Clicca qui per leggerne il post, che è però molto ostico per coloro che masticano poca finanza ed economia, e clicca qui se desiderate farci una tesi di laurea sulla storia dell'Argentina degli ultimi 10 anni.
Il mito della Pampas piano piano sta assumendo le forme più realistiche e proprie, mentre qui in Italia rincorriamo romanticamente ricomposizioni "narcisistiche" dell'identità nazionale (e personale). Invitiamo a leggere, come ben fa il contadino nel suo blog, questo scritto di Luglio scorso (clicca qui per aprirlo), la cui scrittura e comprensione di quello che sta accadendo è molto ben riassunta.
lunedì 12 novembre 2012
LA RISORSA
N.O.I. siamo molto attenti a quello che accade nel panorama politico italiano. Lo siamo stati nei confronti del MoVimento 5 Stelle messo a punto dalla ditta Grillo-Casaleggio, così come lo siamo stati del Nuovo Soggetto Politico poi diventato ALBA (ma della quale si sono perse le tracce nello scenario crepuscolare generale). Così come lo siamo ancora, per la partecipazione attiva a questo blog, del Movimento Popolare del Lavoro promosso da Mario Staffaroni. Infine, siamo stati attenti anche all'iniziativa di Oscar Giannino Fermare il Declino. Potete trovare traccia di tutto nella etichetta "politica". Non possiamo che esserlo ancora per l'iniziativa messa in piedi da Gianpiero Samorì Moderati Italiani in Rivoluzione.
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sabato 27 ottobre 2012
IL PARTITO ANTIEURO e QUELLO DEL SOLDO VERDE
Il partito antieuro ha il suo leader (per adesso solo economico). Si chiama Alberto Bagnai (nel nostro blogroll lo si può leggere attraverso il suo blog http://goofynomics.blogspot.it/ ). Seppur esorcizzi questo epilogo verso cui si sta trascinando, di fatto è quello cui aspira- E il codazzo di simpatizzati al suo blog, questi sempre pronti a sostenere fino al limite del linciaggio parolaio il suo kapo, seppur Bagnai kapo non lo è poichè non ne possiede il fisique du role, oltre che l'impianto di valori al ruolo pertinente... Ma della schiera di sostenitori ne riconosce l'esigenza per un pur minimo servizio d'ordine che l'afflato studentesco e non che lo sostiene puntualmente gli assicura!)
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martedì 16 ottobre 2012
L'ORO DELLA GRECIA E QUALCOS'ALTRO (per esempio uno spettro si aggira per l'Europa)
La Grecia è al 6° anno consecutivo di recessione economica, un esercito di disoccupati ha tempo per fabbricare molotov da lanciare ai piedi della polizia (il 55% dei giovani è disoccupato!), gli stipendi e le pensioni sono state dimezzate per preparare il terreno alla prossima thailandizzazione di tutto il sud Europa al servizio della terziarizzazione produttiva del nord Europa ... però ha ORO!
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mercoledì 26 settembre 2012
Cosa mai unisce due terremoti gravi del suolo e un terremoto grave delle istituzioni laziali?
Il Movimento Popolare del Lavoro ha scelto, come sua linea di condotta, di non dedicare ogni suo impegno di presenza ed attività tanto ad attaccare chi già detenga oggi il potere politico, territoriale e nazionale italiano.
Ed ha anche scelto di non dedicarsi ad emettere proprie eventuali condanne od assoluzioni su presunti accadimenti gravi nazionale.
Condannare od assolvere compete, infatti, esclusivamente al Magistrato.
Il Movimento Popolare del Lavoro ha infatti scelto di impegnarsi per proporre ed attuare propri Programmi concreti e condivisi di soluzioni positive alla nostra gravissima situazione nazionale. ECONOMICA e SOCIALE.
Osservando quindi, non senza un certo sgomento, il crollo istituzionale della Regione Lazio, MPL non propone al riguardo sue pur ovvie considerazioni etico comportamentali.
Ma proverà ad esprimere, anche a questo riguardo, quello che gli appare il compito proprio della politica positiva: ESPRIMERE GIUDIZI DI OPPORTUNITA’.
E in questo suo atteggiamento, MPL, Movimento Popolare del Lavoro, si è trovato a dover scoprire che un filo unico sembra collegare, a questo punto, due grandi terremoti della terra italiana con un terremoto grave ma delle nostre coscienze: Abruzzo ed Emilia i primi due, e Regione Lazio l’ultimo.Cosa li unisce dunque, queste gravissime vicende recenti italiane, pur se apparentemente così diverse, le prime due e l’ultima?
L’OPPORTUNITA’.
Che nella valutazione politica non pesa affatto poco.
Guardiamolo, allora, il filo comune che risulta collegare le così apparentemente diverse vicende.
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PIOVE, GOVERNO LADRO!!!
Da cittadini-consumatori, definizione tanto cara a Bersani nel video che potete rintracciare anche in questo blog, adesso siamo divenuti cittadini-debitori. Come altrimenti potrebbe essere?
Nel link che segue cliccando qui (che ricevo da Mattia che, ahinoi, ha il tempo che ha per scrivere sul nostro blog) c'è un interessante spiegazione di come il debito pubblico italiano si è andato costruendo. Nel tempo.
Oscar Giannino già nel settembre 2011 in "Anatomia del debito pubblico italiano", il cui intervento potete visionare su Youtube cliccando qui, aveva ben spiegato che, dal 1992 (anno in cui si è sforato il 100% del debito rispetto al PIL), il governo che meglio ha ridotto tale debito è stato, non ne abbiate ma così è, il governo dell'antipatico ma efficiente D'Alema. Il peggiore quelli del simpatico Berlusconi e compagnia bella. Non faccio apologia di D'Alema, ma provo a capire, per esempio, perchè perse sonoramente prima le regionali del 2000 (mettendoci molto della sua antipatica faccia) e poi suo malgrado, e con il governo Amato, le elezioni politiche del 2001.
Nel primo link è possibile, tabelle e immagini alla vista oculare, capire cosa è accaduto dal 1978 (data che abbiamo preso, con il 9 Maggio, a spartiacque dell'inizio della II Repubblica, essendo solo adesso e se pure la III iniziata con l'era Berlusconi), ovvero dopo una serie di grandi modifiche e riforme (quelle vere, non nominali) intervenute nella sanità, nei servizi sociali, nella famiglia e nella scuola, tanto per elencarne pochine di cose.
Dopo numeri e fatti certi, ci sono una serie di soluzioni al debito pubblico italiano, sulle quali si può più o meno essere d'accordo. Ma la realtà dei fatti è quella che potete leggere nella prima metà delle ottime slide di sopra.
Buona lettura.
mercoledì 4 luglio 2012
DISCORSI ALLA NAZIONE E LIBERTA' DEI POPOLI
![]() |
| Majakovskij - via pensieri spettinati |
Ieri Jean-Marc Ayrault ha tenuto il suo discorso programmatico al Parlamento francese, dove gode di una larghissima maggioranza fra socialisti e affini di 577 deputati. Questo il testo integrale del discorso.
Qui, invece, ne riprendiamo alcuni stralci. Soffermandoci su alcuni in particolare.
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