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martedì 30 settembre 2014

Matteo il leninista

Cuba, Calle 23, Habana - Gennaio 2014

Cito a memoria la premessa di Matteo Renzi, riferita alla sinistra del PD, durante la sua relazione introduttiva presso la direzione del PD di ieri 29 settembre 2014:
"Vogliamo chiamarli poteri forti? Non sarebbero poi così forti se noi siamo qui... Forse possiamo definirli immobili. Ma considerando la dinamicità degli scorsi anni con la quale hanno occupato e governato il Paese, non sarebbe altrettanto preciso. Meglio chiamarli poteri ARISTOCRATICI!"

Non fa sconti a nessuno, Matteo Renzi. Neanche a quella sinistra del PD che senza peccato non è, quando nella scorsa legislatura ha votato, di fatto, l'abrogazione dell'art. 18 con le riforme volute da Fornero e Monti. Ciò che rimase, dopo quelle riforme,  è non più che la foglia di fico sulle vergogne di un ceto dirigente politicamente decadente. 

giovedì 24 aprile 2014

IL BOY (scout) al comando - di Leonardo Tinelli


Ilya Chashnik -  Suprematismo , 1920


IL BOY (scout) al comando, segue la via tracciata. Ma quando questa sfocia nel campo e non si sa se veramente si tratti di uno sfociare o di un cominciare a consentire un passaggio nuovo, la situazione si ingarbuglia a tal punto da indurre l’abbandono del piglio guerriero di chi conduce intrepido e mestamente disporsi ad alzare le tende per la notte.

sabato 15 marzo 2014

Il Riciclatore



Insomma, mentre si chiacchiera così come piace a questo Paese alla deriva, poco per volta ci si accorge che le cose vanno per il verso che devono prendere e come fu deciso.
Adesso se ne rende conto anche la Repubblica (nella foto un commento all'articolo linkato). NOI ce ne eravamo ampiamente resi conto dopo la formazione del Governo Renzi I, a prova dell'intuizione avuta.

giovedì 13 marzo 2014

L'ultima pizza

Ernest Hébert (francese, 1817-1908),  Schiavo che dorme sotto il portico di un tempio , 1842


Scrive Seminerio nel suo blog:

sabato 22 febbraio 2014

Matteo Renzi al baffetto

Agnolo Bronzino - Ritratto di un giovane uomo con un cappello e una piuma , 1555


Scrivere che ve lo avevamo detto, anzi scritto qui, è stucchevole. Ma, nel panorama parolaio e irriflessivo che connota l'esercizio di scrittura dei blogger, qui abbiamo preferito "ragionare" piuttosto che specchiarci. E così, oggi alla luce della formazione del governo di Matteo Renzi, il titolo di questo post è quanto di più appropriato possa indicare il piatto servito dalla cucina politica italiana. Dopotutto, Renzi si era da tempo reso conto che far fuori Letta, per i motivi che scrivemmo qui, era necessario affinchè non finisse cucinato anch'egli. E che era d'obbligo indossare i baffetti.
Ora proverà a finire, come Presidente del Consiglio, il lavoro cominciato assieme al suo migliore alleato e dissimulato nemico di partito. Ma dovrà vedersi bene le spalle. E le precauzioni sono state prese accuratamente, imbalsamando la neoformazione politica NCD in ministeri in parte di favore (ma in ristrettezze economiche) e in parte caldi o che rischiano di diventarlo. E' riuscito anche a zittire Squinzi, che si avvia con questo governo a mordersi la lingua per il tempo che gli resta come rappresentate nazionale degli industriali di Confindustria. Il resto della compagine ministeriale è fatta da uomini del banco. E il banco vince sempre, se i croupier è bravo.

giovedì 19 dicembre 2013

La favola di Cerbero

Alex Majoli - India, fabbica tessile
Matteo Renzi ha fatto un discorso di sinistra, dichiarò Angelino Alfano, e a noi ci sta bene. Come a dire che non ci sono contenuti politici in campo, ma unicamente contrapposizioni funzionali al posizionamento all'interno dell'arena della contesa politicista corrispondenti alla segmentazione del mercato elettorale. Nulla di più che l'assenza completa di metodo, l'imperio del nullafacente e nullapensante. Tanto è vero che Renzi è subito ricorso a riparare quella che deve essere apparso uno scivolone di sinistra, con le sue ultime dichiarazioni sulle politiche del lavoro da adottare per i neoassunti. Così che nello scenario tattico del posizionamento strategico di marketing elettorale il confronto avvenga sulla presenza o meno di capelli sul cranio e non per quanto dentro vi frulli e si manifesti all'uditorio elettorale ormai disorientato e ridotto a semplice consumatore della democrazia.

venerdì 4 ottobre 2013

Lui in Persona è... un grande!

Di Rudolf Hausner Gelber Narrenhut 1955


Lui in Persona, che vi abbiamo presentato in questo altro post,  è... un grande. Così disse - dopo la dichiarazione di voto al Senato di egli - Enrico Letta, un politico che esercita la professione di portavoce del potere da quando era imberbe, e null'altro sa fare. E da buon discente, ha appreso dalle lezioni di come bisogna coprire per bene la bocca quando parla, salvo quando si renda necessario che il suo labiale venga letto. E lo dice, il Natus Post, che Lui in Persona è un grande  rivolgendosi ad Angelino Alfano, colui che riesce a malapena a prenderne il testimone ma che è immensamente amato da Lui in Persona, così tanto amato da lasciarsi sacrificare per il bene della Creatura.

domenica 8 settembre 2013

DOVE VA IL PD?



PD
Queste riflessioni prendono spunto da un articolo di Paolo Franco che si poteva leggere martedì 3 settembre a pag 34 del Corriere della Sera. E che titolava:

<<Sorpresa, postcomunisti addio

Il Pd si scopre democristiano>>




L’articolo prendeva le mosse dalla constatazione che il Pd si sta ritrovando a vedere battersi, per il controllo del partito e del governo, Letta e Renzi. E notava ancora l’articolista:
<<(…) Sul fatto che il campo degli aspiranti cavalli di razza del Pd ormai lo occupino loro, invece, molti dubbi non ce ne sono. Si, cavalli di razza, proprio come mezzo secolo fa, nel lessico democristiano d’epoca, furono definiti, si parva licet, Amintore Fanfani e Aldo Moro. Perché possiamo anche classificarli genericamente postdemocristiani (siamo tutti post qualcosa) ma resta il fatto che entrambi nel movimento giovanile dell’ultima Dc, e poi nel Partito popolare, hanno mosso i primi passi e si sono formati. E non nascondono né, tanto meno, rinnegano le loro origini. Anzi.(…)>>

Ebbene, queste considerazioni altrui, consentivano l’emergere anche di altre riflessioni.
Vale a dire che un intero ciclo di vita del partito prima Pci, poi Pds, poi Ds ed infine anche Pd, risulta essersi definitivamente esaurito. Ed esaurito con un completo insuccesso, come risulta ammettere anche la sua storica stessa classe dirigente di partito.
Questo ciclo pare poterlo riassumere nel tentativo di fare del PCI post Urss il grande partito socialdemocratico italiano. Agevolato in questo suo tentativo dalla occasione irripetibile del vuoto di competitori creatiglisi con l’eliminazione politica di Craxi.

Che questo fosse stato il tentativo strategico lo avrebbe anche rivelato il fatto che quel medesimo partito originario, il postPci, avrebbe accettato di pagare l’enorme prezzo di continue scissioni alla sua sinistra mentre si avvicinava operativamente all’area elettorale di centrosinistra.
L’emorragia elettorale conseguente, e che si rivelerà pesante, avrebbe alfine indotto il postPci a provare di fondersi in un unico partito, appunto il Pd, con quel che restava della postDc risultata risparmiata da <Tangentopoli>.

martedì 9 luglio 2013

Matteo Renzi vende il Ponte Vecchio ai ferraristi. Per 2.489 euro

statua della giustizia - Castello di Dublino, Dublino, Irlanda.

LeggeteVi questo post, perchè è sempre da piccoli che si assumono i tratti da grandi.

giovedì 27 giugno 2013

In nome del padre... assente





 Quando i giovani finiranno di accettare la sorte che i loro padri gli hanno riservato, forse verrà il tempo del lavoro. Ad oggi a noi non resta che l'elemosina accomodante dell'ultimo DL per l'occupazione giovanile, utile soltanto alla sistemazione di quanti, pochi, rientreranno nelle sfere del privilegio e della raccomandazione politicista. Nulla di più. Tutto il resto è permanente offesa dell'intelligenza. Il più delle volte auto inferta.

 La sprezzante modernizzazione agita per piegare ogni pur minima sollevazione etica dei giovani, in particolare del Mezzogiorno, è l'unico filo conduttore della sorte già toccata alle due precedenti decadi di età rispetto agli attuali ventenni, ormai grasso popolo della "gioventù dorata e dei senza mestieri", come li nomina Leonardo. Diseducati all'aver cura di sè. Illimitatamente, come vuole il padre assente che tutti onoriamo. Povera Patria.

 p.s. clicca qui per il link del video inserito nel post

venerdì 30 novembre 2012

lo Scisma delle Regole: solo che Matteo non pare esattamente Lutero



Infatti, più che l'ascetica figura del Monaco risultato scismatico quasi a suo dispetto, le vicende che si vengono adesso inanellando attorno alle primarie pd  forse  potrebbero richiamare meglio La Congiura dei Pazzi. 
Anche essa ambientata a Firenze, quella Storica congiura interna-esterna allora ordita contro il Potere dei Medici. 

domenica 25 novembre 2012

Primarie e Media e la Fattoria di Orwell


(Fonte immagine - Wikipedia.org)
La nuda sostanza dei fatti risulta che ci ritroviamo oggi da noi in Italia una Informazione dei media nazionali uguale se non peggiore di quella di Ben Ali quando era ancora padrone della Tunisia. Punto. E a capo.
.
Cosa ci induce a questa constatazione che per Movimento Popolare del Lavoro non risulta esattamente una posizione nuova? Le Primarie del Pd.

E come mai?
Perché risultano la migliore documentazione oggettiva che in Italia il nostro sistema prevalente dei Media possono tranquillamente definirsi, in via di sintesi, <la Voce del Padrone>
Padrone non inteso in senso stretto solo PD; che anche lui risulta solo un pezzo del Padrone della Voce. Poiché non vi è dubbio che anche altri condividono le cure di questa così importante Voce padronale. 
Ne usufruisce certamente il Pdl quando è a trazione Berlusconiana in specie (che lì, infatti, il padrone della voce ne ha circa metà proprio padronale del suo, di voce); ne usufruisce smodatamente Monti di sicuro che è un prodotto infatti soprattutto mediatico, ne usufruisce come vedremo ampiamente anche Grillo il quale come in ogni Regime che si rispetti innerva oggi la opposizione istituzionale di regime a 5 …Stelle.

Ma ci dicevamo,
perché proprio le Primarie del Pd, mostrano appieno il carattere di Voce del Padrone della nostra prevalente attuale informazione italiana?


sabato 20 ottobre 2012

D'ALEMA Matteo e RENZI Massimo



Era il 1999, Presidente del Consiglio in carica, quando Massimo D'Alema diceva delle cose precise sul progetto del PD nel video che segue.


domenica 30 settembre 2012

Spietato e cattolico: la formula Renzi per prendersi il Pd


Spietato e cattolico: la formula Renzi per prendersi il Pd

Scalfari lo critica, e quindi visto che non ne imbrocca mai una, vincerà. Matteo Renzi, disturbatore del Pd, ha una profonda anima cattolica, che è punto d’origine della sua missione politica. Schietto come piace alla gente, Renzi rischia di vincere le elezioni. E domani Bill Clinton volerà a Firenze per incontrarlo.