« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » (Articolo 1 della Costituzione Italiana) Il 2 Giugno 1946 l'Italia decise di diventare una Repubblica, con un Patto di Cittadinanza sancito dall'art. 1 della Costituzione Italiana. NOI crediamo che adesso questo patto sociale, politico, economico, e di cittadinanza così tante volte violato, debba essere da NOI rivitalizzato.
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lunedì 3 febbraio 2014
Ci sono cose di cui (non) serve parlare
Ci sono cose di cui non serve parlare, c'è scritto nel murales ripreso nella foto di testa di questo post. Ed una di queste cose è quanto sta accadendo in Italia: due persone, una che non siede in Parlamento, ed una che non potrà più sedervici, stanno decidendo le sorti del governo di questo Paese. Questo è motivo sufficiente per non entrare nel merito delle decisioni che si stanno prendendo poichè mancano i presupposti formali e preliminari alla stessa decisione. Quanto avviene è, lapalissianamente, un colpo di coda dell'animale politico italico agonizzante. Il popolo certamente saprà riscattarsi dal conflitto oligarchico che si sta consumando e che lo sta consumando. E' solo questione di tempi. Storici, e non biblici.
Tutt'altra e di maggiore importanza è quanto invece sta avvenendo in Europa: da altri blog veniamo a conoscenza che un comunicato stampa della Commissione Europea manifesta tutta la sua preoccupazione sui livelli di occupazione e di crescita economica in alcuni Paesi dell'eurozona, e delle politiche che per far fronte alla situazione si stanno implementando o si vorrebbero implementare. Solo per fare un esempio, se si accettassero le condizioni retributive che la Elettrolux vorrebbe imporre ai suoi dipendenti per recuperare competitività e dette condizioni divenissero modello da applicare su larga scala, i riflessi sul sistema Paese sarebbe disastrosi: minor gettito fiscale e contributivo, contrazione ancor più netta dei consumi con riflessi sulle produzioni, effetto retroattivo ulteriore sul gettito IVA e fiscale, ulteriore aumento della disoccupazione... e così via. Senza contare i gravi problemi d'ordine sociale e pubblico che ciò comporterebbe e che già sta comportando: l'aumento della microcriminalità nelle città a maggiore concentrazione urbana.
Ma perchè solo adesso la Commissione Europea denuncia il fallimento delle politiche economico-finanziarie e fiscali finora adottate?
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mercoledì 11 luglio 2012
"EFFETTO" SQUINZI, il nuovo leader della sinistra che verrà?
Giorgio Squinzi, l'attuale Presidente di Confindustria, ad intervalli ormai regolari interviene nel dibattito politico italiano, affatto preoccupato dei termini franchi e diretti che utilizza per definire le iniziative che l'attuale governo prova a mettere in campo per il risanamento dei conti pubblici e per riformare il diritto del lavoro (non ostante da più parti si è sollevata qualche obiezione relativa la fatto che, seppur esista una regolamentazione giuridica del lavoro, quest'ultimo non sia un diritto. E sospettiamo, a questo punto, neanche un dovere!)
Ma chi è Giorgio Squinzi, colui che con nonchalance ha definito la riforma Fornero "una boiata", le politiche rigoriste di Monti "macelleria sociale" e i dati sulla disoccupazione "un problema angoscioso, una sconfitta per tutti noi, perchè non possiamo permetterci di perdere altre generazioni"?
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