giovedì 27 marzo 2014

La "fantasia di Obama" e gli incubi di Europa

Giovanni di Niccolò Lutero (Dosso Dossi) (1489-1542) - scena allegorica - Allegoria di Ercole

E' con una incredibile serenità che i media nazionali hanno digerito la guerra, adesso soltanto una piccola guerra, cominciata  verso la Russia dagli USA già gli scorsi giorni quando 5 milioni di barili "test" sono usciti dallo Strategic Petroleum Reserve facendo crollare, seppur di poco, i prezzi del greggio. Ve ne abbiamo dato informazione in questo post alla fine di quello che scrivevo.
E oggi che Obama è a Roma, ha rassicurato che il fabbisogno energetico di gas naturale per l'Europa che mancherà dalle necessarie importazioni dalla Russia dopo l'applicazione delle sanzioni nei suoi confronti sarà compensato dalle esportazioni statunitensi, e il colpo sarebbe economicamente grave stando ai dati che abbiamo scritto qui sul PIL russo e che è fatto di esportazioni di materie prime principalmente costituite dai prodotti energetici. Ad ogni modo, Obama ha precisato che la cosa si perfezionerà appena "avremo l'accordo di libero scambio": si tratta, ovvero, del
Trade Transatlantic and  Investment Partnership (TTIP)
(si veda questo post del Novembre 2013!).
Insomma, ad oggi il dato certo, e che produrrà effetti devastanti nel commercio internazionale e nelle attività industriali con ripercussioni sul mercato del lavoro, è questo TTIP... tutto il resto resta una "ridicola" fantasia.



Che Obama provi a flettere qualche muscolo contro la Russia ci sta, ma come lo fa è evidentemente goffo e scomposto, per non dire stupido. E più di qualche politico nazionale ed europeo domanda maggiore ponderazione e temperanza prima di adottare misure sanzionatorie che potrebbero procurare più danni a chi le pone che a chi le riceverà, sopratutto in questa congiuntura economica che consente unicamente la "saldatura repubblica" come risposta impertinente ed altrettanto scomposta alla crisi del modello di civiltà finora dominante.

La tecnica del sostegno energetico USA all'Europa è stata già implementata nel 2011 durante la guerra in Libia contro il regime di Gheddafi, ma ad onor del vero le importazioni di greggio dalla Libia erano non importanti seppur il greggio estratto da quel territorio è dei migliori ed utilizzato per le raffinerie tecnologicamente obsolete. E gli effetti di quella guerra non sono ancora finiti, dato che in quella regione africana le estrazioni sono ancora ferme per via della instabilità politica che si è incuneata e che non riesce a trovare soluzioni diplomatiche.

In tutta l'Europa dell'Est e cospicuamente anche in Turchia, le forniture di gas naturale provengono principalmente dalla Russia, e questa morsa energetica che nessuna politica attuale può scalfire offre il destro alla Russia, che già in altre occasioni ha dimostrato che senza posizionare truppe l'uso del ricatto energetico fa cambiare di molto gli atteggiamenti e le menti.
L'idea che l'esportazione del gas naturale statunitense possa sopperire al fabbisogno europeo è un'idea ridicola o almeno ingenua: quale società energetica (tutte in perdita e sostenute dagli occulti finanziamenti pubblici) potrebbe sostenere gli enormi costi logistici? E poi, anche se gli USA mettessero a disposizione le loro riserve strategiche, Obama sa che la briciola dei 5 milioni di barili appena venduti per abbassare il prezzo del greggio sui mercati internazionali sono appena 1/4 del suo fabbisogno nazionale giornaliero, oppure no?

Insomma, basterebbe già questo chiacchiericcio a chiarire le pessime idee di politica energetica che attraversano l'Occidente, il quale sembra adottare sempre più l'atteggiamento che più se ne parla di un'idea e più appare buona, salvo poi scontarne gli effetti quando i buoi sono scappati e i danni maggiori dei benefici programmati.


Intanto questi sopra sono gli effetti che il mercato e le azioni di USA e UE hanno e stanno procurando all'economia russa. Come vedete, le tendenze al ribasso delle indebitate compagnie petrolifere ed energetiche russe erano già una tendenza, ciò che di nuovo c'è risulta concentrato sull'attacco ai tassi di interesse sui prestiti finanziari alle società russe e al rublo. Nulla di più e di non già sperimentato.

Insomma, punture di spillo alla cosiddetta "Dottrina Putin", ovvero  la strategia geopolitica di difendersi dall'accerchiamento occidentale attraverso la difesa incondizionata delle etnie russe presenti negli stati confinanti.
E l'Europa cosa fa, mentre Obama venuto in Europa a celebrare il centenario dello scoppio della I Guerra Mondiale in Belgio dichiara che gli USA compieranno ogni sforzo, anche quello di inclusione di altri grandi potenze economiche mondiali contro "il vecchio modo di risolvere le questione" della Russia, per costringere Putin a rivedere la sua politica internazionale? Non perde neanche un minuto ad ascoltarlo... perchè nel frattempo era occupato a soprassedere, nella sua residenza ufficiale a Novo-Ogaryovo vicino Mosca, un incontro con i magnati dell'industria tedesca, tra cui Joe Kaeser, CEO della Siemens!

Kaeser ha sempre lavorato nella Siemens, e prima di diventare CEO lo scorso 1 Agosto 2013 era CFO della multinazionale. E non ha perso tempo per andare a far visita allo zio Putin. Ciò dimostra i forti collegamenti che ci sono soprattutto fra Germania e Russia, e che ogni tanto regolari incontri sono di rigore anche se... piove.

Kaeser ha spiegato a Putin che Siemens, che ha già investito 800 milioni di euro in Russia, intende continuare la strategia di localizzazione e il suo coinvolgimento a lungo termine con la Russia, non ostante il difficile momento politico-internazionale. Ma nulla impedirà che gli investimenti pregressi e futuri  della Siemens e il processo di industrializzazione cui è impegnata la Siemens in Russia risentiranno di arresti di marcia. La stessa agenzia di stampa russa ITAR-TASS riporta le stesse notizie rilasciate dall'ufficio stampa della Siemens. Anzi, a questa agenzia dice di non aver ricevuto nessuna pressione dall'UE!
Kaeser ha anche incontrato il CEO della Gazprom Alexei Miller, al fine di consolidare le loro relazioni industriali. Ed ha anche assicurato che proveranno a ridurre gli effetti sulla Germania della minaccia di chiusura delle forniture in Ukraina se questa non paga il pregresso.

Siemens, che impiega 3.500 persone in Russia nella sue attività produttive, è partner industriale con le Ferrovie Statali Russe per lo sviluppo dell'alta velocità nel Paese, il cui Presidente Vladimir Yukanin è nella lista nera di Obama e degli USA. La Siemens inoltre collabora con le le società energetiche russe in molti progetti industriali. Inoltre più di 6.000 aziende tedesche intrattegono relazioni industriali e commerciali con Russia, il cui scambio ammonta nel 2013 a 76 miliardi di euro! Inoltre le imprese tedesche hanno investito più di 20 miliardi di euro in Russia, e più di 300.000 posti di lavoro dipendono da queste relazioni industriali e commerciali. Gli effetti delle sanzioni avrebbero "conseguenze imprevedibili", ha dichiarato Anton Borner, capo dell'associazione degli esportatori di Germania (BGA) come già scritto qui.

I rapporti fra Germania e Russia sono intricatissimi... se poi sommiamo il lavoro fatto dal 2005 da Gerhard Schröder    in qualità di Presidente del CdA della Nord Stream AG... il quadro diventa complessissimo. Per Obama. Gazprom possiede il 51% della Nord Stream AG, ed il restante 49% è di proprietà di una mega-utility tedesca, che vede la presenza del colosso chimico tedesco BASF, e di una società di infrastrutture energetiche olandese, la Gasunie. Grazie alla lungimiranza dell'ex cancellier tedesco Schroder, la dipendeza tedesca dal russo russo si è moltiplicata!

Il cancelliere tedesco attuale, Angela Merkel, si è subito lanciata nel fare il pompiere della situazione, commentando mercoledì scorso che la Germania farà di tutto per raffreddare la situazione e trovare soluzioni diplomatiche alla questione Ukraina e Crimea. Naturalmente non ha tenuto conto di controllare quanto Obama andava dichiarando dagli USA e che è venuto a dirgli di persona questi giorni.



Nessun commento: