giovedì 10 gennaio 2013

il programma che non c'è







(questo spazio vuoto è
intenzionale)



Si approssima l’inizio formale della campagna elettorale per le politiche, e chi a volte anche qui scrive come adesso, lo farà coincidere, questo periodo, col proprio contemporaneo cessare di annotare considerazioni dalla valenza politica o partitica. Per la ragione di naturale rispetto alla riflessione che tanti di noi italiane ed italiane saremo chiamati a compiere in questo stesso arco di tempo. Alla quale riflessione di scelte appare opportuno lasciare la tranquillità di farlo senza al momento considerazioni diverse che ci distolgano.
Perchè se ci troviamo a dover scegliere tra un Asino ed un Elefante (il riferimento innocente  è ai richiami usuali dei due maggiori partiti americani), pare del tutto inopportuno che, in quello stesso momento, si discetti magari di Cammelli.

Allora, con simili intendimenti, come post temporaneo di saluto, mentre magari in questo arco di tempo, se capiterà, ci occuperemo assieme di altro che non sia politico in senso contingente, è sembrato potesse interessare vedere quanto MPL ha collocato anche nel proprio sito. Visto che questo blog ha già accordato generosa ospitalità alla sua comparsa.
E titolato, il post di cui si diceva, il programma che non c’è.
Confidando che possa essere gradito comunque, indipendentemente da tutto il resto, per parlare eventualmente di nuovo assieme di politica ci diamo appuntamento a marzo. Grazie come sempre a chiunque a volte legge anche queste piccole note ricorrenti. Ed in bocca al lupo a tutti noi per le prossime nostre scelte. Qualunque siano esse.

IL PROGRAMMA CHE NON C’E’
Ancora pochi giorni, e si aprirà ufficialmente la campagna elettorale per una sorta di Referendum – visto che senza preferenza non possiamo decentemente chiamarle elezioni – su i componenti di questo regime italiano attuale e sul <terzo incomodo> che vi si è infilato in mezzo tramite il governo di Monti.

MPL non c’è, e non vi sarà a sostenere le proprie proposte in questa campagna elettorale ormai imminente. Non è infatti risultato in grado ancora sino a questo momento – Movimento Popolare del Lavoro – di rendersi sufficientemente visibile, e di alimentare in tal modo discussioni od eventualmente consenso sul proprio programma.

Da che cosa è dipeso questo mancato contributo al confronto elettorale anche da parte di MPL?
Da molte cose di certo.
Per primo da carenze di chi ha proposto. Che in genere, quando piove, appare del tutto inutile prendersela con l’ombrello.
Poi, certo, concorrono anche altri fattori e non secondari.

Tra i quali, rilevanti, una Informazione nazionale che risulta prevalentemente di proprietà diretta dei principali partiti attuali, o proprietà di notabili di questo nostro attuale infelice, quanto inefficace, Stato delle Corporazioni a democrazia ridotta.

Questa nostra singolare informazione ha fatto, e fa, infatti <egregiamente> il proprio mestiere: silenzia tutto quello che non conviene ai poteri politico sociali dominanti del momento; discredita e colpisce chiunque insidi anche vagamente l’attuale assetto di potere nazionale.
Ed il migliore testimone di questa ulteriore anomalia italiana, risulta proprio Monti.
Ignorando infatti, almeno per un momento, etica e comportamenti con cui costui risale in campo (grande operazione linguistica bocconiana questa, per inciso; tutti scendono, e lui risale. Da dove, dagli scantinati, in un moto forse di involontaria sincerità?) la sua operazione svela tuttavia anche una lucida analisi dell’attuale assetto politico nazionale
Vuoi scardinare l’assetto esistente e proporre una alternativa eventuale ad esso? devi prima collocarti al suo interno, ed agire da dentro, per farlo. Usando, a quell’eventuale fine, le quote di potere esistente che ti sei accaparrato anche per te, ma dall’interno.
Altrimenti, l’esistente e i suoi <tributari consociati> ti annientano o silenziano prima ancora che apri bocca.
In questo, ancora per inciso, Monti si è rivelato proprio uno di essi: si è fatto inserire nella mela e prova a mangiarsela da dentro tenendosi Palazzo Chigi come elmetto. E chiamalo fesso!
Un po come se Giacomo Matteotti, per opporsi al Regime Fascista di Mussolini, avesse prima scelto di diventare ministro del governo fascista per fargli, dopo, un po’ più tranquillo, l’alternativa eventuale dall’interno.

Bello, brutto, sbagliato? al momento è così presso di noi. Ed è del tutto inutile esercitarsi a giudicarlo.  
Non si può infatti negare che il Potere dell’attuale Stato italiano post democrazia sia ancora robusto. Tanto robusto da coinvolgere ancora larga parte dell’elettorato stesso nella speranza di un  proprio qualche vantaggio. Perchè in democrazia, sospesa quanto vuoi che Walesa venne a capo anche dell’Urss, se un Regime parassita si mantiene ancora in piedi nel voto, qualcosa da dirsi al riguardo appartiene anche a chi lo voti.

Sono minoritari, tuttavia tra l’elettorato?
non rivela poi grande importanza.
Con la Legge elettorale vigente autoritaria che si sono dati – TUTTI risultati CONSENZIENTI – anche se li votasse solo papà e mamma si prenderebbe ugualmente la maggioranza del parlamento uno di loro. Rispetto all’altro che venisse votato anche solo dalla mamma.


Tutto ciò detto, e fatte le necessarie autocritiche anche sopra se stessi, rimane il fatto che una proposta interamente alternativa non compare tra le concrete proposte elettorali del momento: QUELLA DI MPL.

Ed allora, proviamo a fare un esercizio virtuale, prima di collocarsi come movimento nel silenzio stampa delle prossime settimane sulle vicende elettorali visto che non ci appartiene alcun motivo attualmente di agitarci in pro e in contro accanto al Torneo che si svolgerà anche questa volta dentro le mura di un Castello:

COME SAREBBERO STATI I PRIMI CENTO GIORNI DI GOVERNO A MAGGIORANZA MPL?

MPL avrebbe formato un governo di ventun ministri e trentun sottosegretari; dei quali 50-50 di genere. Dei quali ministri e sottosegretari eventuali, tranne interni, difesa, e presidente del consiglio, sarebbero stati tutti scelti tra non parlamentari.
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Tale governo avrebbe immediatamente dato attuazione al Programma previsto, scegliendo tra di esso la scaletta dei primi propri 100 giorni:

- Taglio fiscale immediato del 20% sull’esistente a redditi da Lavoro, Impresa e pensioni; e del successivo 20% già disposto per l’anno successivo;
- Taglio dell’intera IRAP esistente alle Imprese in due anni (50 e 50 nel biennio) e riduzione immediata del 3% degli Oneri aziendali esistenti sul Lavoro; e del successivo 3% già disposto per l’anno successivo;
- Revoca immediate dell’IMU vigente sulla prima abitazione standard;
- Taglio alla Spesa pubblica esistente di 100 miliardi immediati; e di altri 50 già previsti per l’anno successivo (senza ridurre prestazioni e servizi essenziali per alcuni dei quali anzi si prevede incremento: quali Scuola, e Servizi alla Donna che lavora ed ai figli);
- Patto col Commercio per stabilità triennale dei prezzi interni nazionali; e per campagne di sconto autogestite dal Commercio stesso nell’arco del triennio, su beni e prodotti del made in italy certificati tali;
- Riordino  delle Autonomie elettive col passaggio delle Provincie ad Unico Ente intermedio onnicomprensivo tra Regione e Comune. E contemporaneo scioglimento immediato di tutti gli attuali Enti intermedi Comuni - Regione per riconfluenza sulla Provincia o loro scioglimento definitivo;
- Avvio del piano vincolante per dismissione entro il biennio di tutte le Società attualmente risultate partecipate con privati dalle Autonomie o dallo Stato. Salvo quelle dichiarate di interesse strategico nazionale dallo Stato.
- Estensione delle Competenze Antimafia della Giurisdizione sopra la Corruzione in pubbliche funzioni; con estensione ai corrotti della già legge fallimentare sulla retrocedibilità di due anni quanto al recupero del danno subito; e della incandidabilità permanente di soggetti eventuali che subiscano condanne definitive a causa di reati contro la pubblica funzione; così come del divieto permanente di poter riassumere, in presenze di condanne definitive, pubbliche funzioni ad ogni livello e mansione;
- Soppressione immediata del TAR come livello di ricorso verso la Pubblica Amministrazione;
- Richiesta di delega al parlamento per la totale Riforma del Fisco e del suo contenzioso da attuare entro sei mesi; riforma comprensiva del conflitto di interessi tra chi paghi e chi incassi;
- Avvio della Riforma in senso Federale delle Autonomie (modello tedesco) da attuare entro un anno; e conseguente fine del bicameralismo perfetto attuale. Divenendo il Senato, Senato Federale espresso con voto regionale (come in Germania); con cessione alle Autonomie di proprie imposizioni fiscali (ma interamente ricomprese all'interno del Fisco nazionale intanto ribassato); con estensione anche alle Autonomie di visto di registrazione della Corte dei Conti Regionale - analogo a quello già dello Stato - per ogni loro deliberazione di spesa; 
- Avvio della Riforma Istituzionale nel senso di sistema parlamentare con rafforzamento del potere esecutivo del governo ( secondo modello tedesco);
- Adozione immediata della Riforma elettorale in senso proporzionale e con diritto di preferenza (come sistema tedesco);
- Introduzione del Referendum Consultivo o Propositivo (da abbinarsi sempre obbligatoriamente ad altre consultazioni ordinarie) 
- Avvio della Riforma della Istruzione incentrata sul sostegno e riconoscimento della qualità e del merito;
- Avvio d’attuazione del programma di sostegno alla Donna Madre ed alla Donna che lavora e come da programma.
- Insediamento di una Commissione nazionale presieduta dalla Corte dei Conti e con facoltà esecutiva, e di parallele Commissioni Regionali, per la delegiferazione e abolizione di vincoli e normative attuali e risultate non indispensabili.
- Richiesta di delega al governo per la Riforma della Giustizia e del Codice Penale nella direzione indicata già del programma ed incentrata sulla radicale depenalizzazione e pene alternative alla detenzione in tutti i casi di non indispensabile tutela collettiva; riforma incentrata anche sul dovere di concludere l’iter di processo entro un biennio dalla sua accensione;
- Divieto di accesso in Italia senza autorizzazione d’ingresso e permesso di soggiorno; affiancato dal riordino dei sistemi di accoglienza come da programma, e dalla concessione del diritto di opzione della nazionalità italiana per nascita.
- Nomina immediata di Commissario Rai ad acta, della durata di sei mesi, nelle more del varo della riforma della Rai che fuoriesce dalla gestione del parlamento e passa ad un ordinario consiglio di amministrazione vincolato al pareggio di gestione; con contemporanea abolizione del Canone Rai ;
- Scioglimento delle attuali Autority esistenti; con riserva di confermarne le uno o due risultate effettivamente opportune e necessarie eventualmente;
- Abbattimento del 70% del contributo pubblico alla attività politica di partiti e di gruppi parlamentari e regionali;

Indizione del Referendum di conferma delle Riforme Costituzionali entro la primavera dell’anno successivo.

A questo primo nucleo di impatto immediato, si sarebbe affiancata la gestione di tutto quanto possa richiedere la quotidianità, e l’intero dispiegarsi in attuazione – entro due anni dall’insediamento di un tale governo – del Programma sottoposto preventivamente all’elettorato.


Cosa ci si attenderebbe in termini di gestione finanziaria e di sviluppo da un simile programma virtuale operativo?
- pareggio effettivo di bilancio entro il 2014, esteso vincolante anche a tutte le Autonomie, con Debito pubblico calante sino all’obiettivo del 60% nel corso degli anni successivi;
- sviluppo del pil nazionale previsto tendenziale circa +3% nel 2014, con tendenza negli anni successivi tra 4/6% annuo;
Ecco, quale sarebbe l’attività di MPL nei suoi primi 100 giorni, ove si fosse trovato ad esprimere dal prossimo febbraio la Forza di Governo ed attuare da li il proprio programma.

E cosa si opporrebbe alla eventuale attivazione ed attuazione di un simile Programma di governo eventuale? NIENTE di compatibilità esistenti lo impedirebbe, né di esterno né di interno.
Solo la necessaria volontà politica, occorrerebbe. Ad attuarlo.
Ma la volontà, in specie in politica è un po' come il coraggio, del quale infatti si dice usualmente anche tra tutti noi che <chi non ce l'ha, non se lo può dare> la VOLONTA' POLITICA del fare. Il resto sono solo chiacchiere inconcludenti per mantenere al potere Signori già regnati.


Tuttavia, MPL, non sarà presente a proporre il suo Programma, e successiva attuazione di governo, in questa campagna elettorale prossima ventura.
Allora che senso ha, l’averne indicato anche una eventuale scalettatura d’attuazione dei suoi primi 100 giorni di un governo attualmente virtuale?
Perché si ritiene che, il Programma che MPL ha proposto, e che mantiene tutt’ora come sua proposta, risulterà ancora ineludibile anche dopo le prossime elezioni di febbraio.

E risulterà ineludibile se si intenderà rilanciare lo sviluppo e la coesione della intera nazione italiana: progetto che risulterà l’unico possibile per recuperare un futuro condiviso nell’unione della intera nostra nazione.

E poiché quando ci si trova essere stati condotti in grave recessione se ne esce soltanto favorendo l’immissione di risorse entro la nazione, le strade possibili risultano infatti solo due:
una, quella del passato italiano ed anche di altre parti attuali nel mondo: forte incentivo all’economia tramite una massiccia immissione di spesa pubblica mirata
A questo ricorrono Stati che stampano la propria moneta, e a questo infatti ricorreva in passato anche l’Italia; ampliare la base monetaria stampata per una forte spesa pubblica mirata che rianimi essa sviluppo anche se a prezzo di una consistente svalutazione interna conseguente. Tale strada eventuale, dall’adesione dell’euro comune, risulta essere stata preclusa per l’Italia.

Ma poiché l’esigenza rimane identica, anche nelle nuove condizioni italiane comunitarie, cioè immettere ricchezza all’interno di un sistema nazionale inceppatosi gravemente in recessione, la strada rimane solo l’altra:
quella di provvedervi con la crescita della ricchezza autonoma privata liberata; liberata con la DETASSAZIONE FORTE dal Fisco preesistente. Detassazione compensate da proporzionali idonei tagli sulla spesa pubblica esistente.
Altre strade non vi sono per uscire sollecitamente da una grave recessione dovuta a crollo della ricchezza nazionale impiegata all’interno, ed al conseguente crollo dei consumi e degli investimenti; e quindi dell’occupazione conseguente.


E per quale ragione MPL vi associa anche alcune riforme Costituzionali e di gestione?

Per la ragione che la <macchina> Stato Italia è divenuta inadeguata alle esigenze attuali nel loro complesso. Pertanto, o viene anche essa fatta oggetto di un Piano di Riforme condivise nel suo insieme coerente, in contemporanea alla riattivazione dello stesso Sviluppo equo, oppure, agendo su qualche aspetto soltanto, e sconnesso da tutto il resto, questo secondo eventuale intendimento è destinato a rivelarsi solo tempo, speranze e denaro gettato al vento.
E’ infatti un insieme NAZIONE che risulta adesso bisognoso di venire idoneamente riformato con URGENZA; e non qualche solo aspetto, più o meno causale, soltanto.

I pilastri di riferimento del Programma di MPL si mantengono pertanto: Lavoro, Donna e madre e Figli, Istruzione con Ricerca e Innovazione. Dentro uno Stato reso di nuovo efficace e decente riformando anche esso.


Movimento Popolare del Lavoro ne risulta così convinto da lasciare questo suo programma in promemoria del nostro stesso prossimo futuro. Tanto più che, come sembra del tutto ipotizzabile, forse torneremo a votare assai presto. Forse, ed addirittura, anche entro il prossimo corrente anno.
Questa ragionevole certezza ci viene proprio da Monti, che spaccando, senza tuttavia saper vincere, la spartizione bipolare usuale del Regime, mostrerà la sostanziale inefficacia persino dei premi del <porcellum> per appropriarsi ancora efficacemente del governo.


E di nuovo si è così convinti di una traiettoria nazionale come questa, dove anche forze di sistema economico sociale italiano si troveranno inevitabilmente a prendere atto che occorre un cambiamento radicale sia nella gestione come nella rappresentanza elettorale quale unica forma efficace di rilancio italiano, che
MPL Movimento Popolare del Lavoro ne fa sin d’ora la sua scaletta operativa
di un proprio GOVERNO OMBRA NAZIONALE

Queste prossime risulteranno forse le ultime elezioni italiane in cui, i contendenti, nascondono ancora la propria sostanziale carenza di proposte concrete dietro la reciproca caccia al nemico  virtuale di sempre:
Fermiamo i comunisti, ..fermiamo quello che si ricandida,…fermiamoli tutti e due che quando mi hanno messo al governo non mi facevano far niente…

La prossima volta, pare che dovremo, tutti, occuparci di cose maledettamente serie e concrete, uscire dal recinto protetto del Regime vigente, e confrontarci tra tutti noi per un percorso condiviso e coerente.

Perché? Perché ce lo dice la Ue:
<<(…)Ma che la situazione sia preoccupante lo ha segnalato due giorni fa anche la Commissione europea. Nel suo rapporto annuale sull’occupazione e gli sviluppi sociali dei 27 Stati membri, l’Italia viene descritta non lontana dalla <<trappola della povertà di massa>>, poichè quasi un quarto dei suoi abitanti corre <<un alto rischio di entrare nella povertà>> e ha <<scarse probabilità di uscirne>>.(…)
(Fonte-Corriere della Sera del  10 gennaio 2013, pg.2, di Francesca Basso)

Qui, rimane infatti il <Piave> del prossimo futuro di scelte decisive condivise nazionali, su cui per ora tutto tace.




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