lunedì 3 settembre 2012

Un’Europa confusa spinge la Turchia verso la ricerca di un “posto al sole”


La presidenza cipriota dell’Unione Europea sta complicando,si come prevedibile, le relazioni tra la Turchia e l’UE. Ankara fin dall’annuncio sie’ opposta a tale presidenza cipriota, non essendo ancora risolta la questione relativa allo status della parte turca di Cipro.

Come ancora risulta non risolta la questione dell’ingresso turco nell’Unione; se da un lato continua l’opposizione francese e della stessa Cipro, dall’altro e’ sempre piu’ chiaro come della Turchia non si possa fare a meno come tramite per giungere ai giacimenti petroliferi del Caucaso. Ancora una volta, l’ennesina, l’UE attua una politica suicida spingendo la Turchia a diventare una potenza regionale diventando quindi un partner con il quale trattare da una posizione sempre piu’ debole.
Per fare fronte al tentennamente europeo la Turchia e’ sempre piu’ attiva nel crearsi una propria sfera d’influenza anche a costo di entrare in contrasto con potenti vicini come l’Iran. Ankara sta infatti giocando su piu’ fronti, sia economici che politici. E’ notizia recente che la Turchia, tramite il Ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, ha dichiarato di voler ospitare incontri per risolvere sia la crisi siriana che l’annosa contesa tra Armenia ed Azerbaijan a proposito del Nagorno-Karabakh. A dimostrazione dell’attivismo diplomatico turco anche le prossime visite ufficiali di Erdogan: sara’ infatti a settembre a Baku per incontrare il Presidente azero e partecipare al Consiglio di Cooperazione Strategico Turchia-Azerbaijan, seguira’ poi una visita a Kiev per le stesse ragioni, incontro col Presidente e meeting del Consiglio di Cooperazione, ed infine successivaemente e’ programmato un incontro ufficiale in Bosnia.
In tutto cio’ e’ chiara sia la volonta’ di voler pacificare la regione, sia per potersi presentare come “protettrice” dei vari paesi in conflitto, sia per poter affrontare investimenti e progetti commerciali senza il pericolo di ingenti perdite dovuti a conflitti e tensioni come accaduto ancora pochi giorni con il sabotaggio (si presume ad opera del PKK) dell’oleodotto Kirkuk-Ceyhan, sia la ricerca di accordi internazionali favorevoli agli obiettivi geopolitici turchi.
Paese verso il quale e’ in corso una vera e propria “offensiva” commerciale e’ il Turkmenistan, verso il quale e’ previsto un afflusso di capitali in forma di investimenti come dichiarato dal Presidente turkmeno Gurbanguly Berdimuhamedov in occasione della visita alla sua controparte turca Abdullah Gul. Tra i circa 1270 progetti turchi, dal valore di svariati bilioni di dollari, va annotata la costruzione di una rete elettrica tra Ashgabat-Balkanabat-Turkmenbashi che attraversera’ il paese per circa 62km. Tuttavia va anche segnalato come, stando alle dichiarazioni del Ministro per l’Economia e lo Sviluppo turkmeno, in Turkmenistan siano attive anche compagne russe, kazake, inglesi, iraniane, ucraine e cinesi, confermando come il paese sia fedele alla propria politica di “vendersi” al miglior offerente.
Tornando ai rapporti tra Turchia ed UE un aspetto che rischia di complicarsi sono i rapporti tra questi attori e la Russia. Infatti la presidenza di turno dell’Unione, Cipro, ha chiesto a Mosca un prestito per far fronte ad una difficile situazione economica. Le relazioni tra Cipro e Russia sono buone, come lo erano con l’URSS, e gia’, in un passato anche recente, Cipro avrebbe ricevuti aiuti russi a condizioni di favore. A cio’ si aggiunga come Nicosia abbia intenzione di rivolgersi anche alla Cina e si capira’ come la situazione possa apparire paradossale.
Siamo infatti in presenza di un’Unione Europea la cui presidenza si rivolge al principale “avversario” della stessa UE. Russia che ha tuttavia buone relazioni con la Turchia verso la quale invece Cipro ha fortissime tensioni non risolte. A complicare le cose i non buoni rapporti tra Unione Europea ed Ankara nonostante Bruxelles abbia assolutamente bisogno della Turchia per la propria politica energetica.
Se da una parte l’UE ha come obiettivo un “ridimensionamento” russo, dall’altra di fatto tramite Cipro e la Grecia apre le porte a Mosca… Grande e’ la confusione sotto il cielo!

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