venerdì 4 maggio 2012

EPPUR SI MUOVE, L'ITALIA

Matera - di Sinisi Leonardo - 2009
Nel frattempo a Castelfranco Veneto (VI), in occasione del Festival Città Impresa, su iniziativa di Antiruggine e  in collaborazione con il Corriere della Sera, si riprende a ripensare al fare. 
Letteralmente.
Nell'abisso nella quale versano i luoghi del lavoro ed il lavoro, con imprenditori e ceto manageriale tutti ostinati a ritenere che si esca dalla crisi solo agendo sul fattore costo del lavoro, con un sindacato in difficoltà nel rappresentare istanze più generali e complesse di quelle meramente retributive, con amministratori pubblici distratti rispetto alle problematiche degli esodati dei giovani e meno giovani inoccupati delle partite iva, matura in tutte le latitudini la consapevolezza che si esce da questa crisi interiore, prima ancora che economica, solo se capiremo che non ci può essere tecnico che possa risolvere problemi squisitamente politici.
Così, a Noci (BA), con Leonardo Tinelli che ci mette a parte dell'iniziativa di PRIMAPAGINA promossa dall'Associazione Culturale "Vittorio Tinelli - Parole e Cose Nuove" e che qui segue

Egregi Sig. Sindaci e Direttori dei servizi di biblioteca comunale dei Comuni di Noci, Alberobello, Putignano, Castellana Grotte, Locorotondo
e alla Direzione degli istituti scolastici ivi attivi,

la presenza della cultura, intesa come il sapere rappresentato in forma scritta sul quale ogni futuro si aggrega, a partire dal quale la nostra stessa capacità, qui tra noi, di trasformare il mondo, si confronta con tutti i saperi che universalmente trovano esercizio, impone che la sua conservazione sia, allo stesso tempo la sua più efficace utilizzazione.
I rallentamenti e le accelerazioni che i nostri tempi vivono, con le evidenziazioni necessarie e i problematici abbandoni di frazioni enormi di quanto è e resta cultura ciononostante, impongono che per come l'abbandono sia stato un precedente pieno utilizzo, e l'evidenziazione un riconoscimento parziale e solo successivo, tutta e ogni espressione culturale ritrovi, invece, piena e completa cittadinanza nelle nostre biblioteche. Dove solo se si ripristina l'uso dall'abbandono e l'integrazione dalla evidenziazione selettiva, si potrà rinnovare la capacità di conservare cultura anche attraverso nuove scritture e la funzione di degno deposito di ogni sapere potrà essere perpetrata. 
Scritture nuove che ci permettano di distinguere quanto appartiene alla scienza che qui da noi si applica nei tratti di conoscenza che spontaneamente si adducono e metodicamente si esercitano, e quanto provenendo da similari operatività, altrove esercitate, debba essere inteso e applicato derivatamente qui da noi.
La questione che si pone, egregi Sindaci, Direttori delle Biblioteche Comunali e Dirigenti scolastici, è dunque, non tanto l'obbligatorio rinvenire e sostenere quanto esercizio di conoscenza qui da noi si esprime, ma ancora di più favorire quelle forme di rappresentazione della propria operatività che non solo esalta i tratti della conoscenza pratica osservazionale e teorica, ma che è alla base di ogni altra sensibilità che nel nostro mondo deve riuscire a trovare espressioni specifiche efficaci e universali.
Dunque, va difeso, non solo il primato ineludibile e affascinante della cultura scritta che tutta rinnova la sua decisività nel propendere verso il futuro, ma anche lo scrivere stesso, oggi, da parte di chiunque maturi sensibilità alla rappresentazione, è chiamato a costituire la sua prima necessità, che come alle origini della scrittura, è lo stesso futuro.
Scrivere, rappresentare, in sintesi, è lo stesso futuro, una volta che venga ben inteso e altro orizzonte disponga.
Noi, oggi, a malapena riusciamo a distinguere quella cultura che sopravvive agli atti di scomposizione che i saperi e le pratiche concrete subiscono quotidianamente. Ci chiediamo smarriti cosa ancora possa valere ad orientare i nostri comportamenti. Se le lagnanze e le conflittualità della società civile siano in espansione o debbano essere connotate da altra caratterizzazione, una volta che lo stesso Stato e i concetti che ne derivano trovano momenti di utilizzo occasionali e aleatori.
Ma, certamente, a nessuno sfugge che restare fedeli alla propria ragione operativa, al fare che tutti accomuna, che non sarà necessariamente buono, né obbligatoriamente dannoso, costituisce la necessità dell'incontrarsi degli uomini e della stessa politica, e che quando questa necessità di relazione trova espressione nell'opera, questa stessa si presta ad essere riconosciuta come la sintesi dell'operatività generale che una intera civiltà sorregge.
E se questo si esprime nella scrittura, a coronamento di quanto la cultura già depositata abbia fatto, avremo chiuso il circolo che dal passato, dalle infinite inabissanti antichità si dispone ad affrontare il futuro con strumenti nuovi!
Per queste ragioni l'Associazione culturale “Vittorio Tinelli – Parole e cose nuove” propone di attivare un concorso di scrittura denominato “PRIMASTAMPA” che veda l'esaltazione dell'esercizio di scrittura quale  riconoscimento e integrazione diretta delle necessità della conservazione con quanto nuovo si debba rappresentare scrivendo oggi!
In questo modo non solo coloro che maturano sensibilità nel fare e nell'incontrare possono rappresentare, possono dare e... avere voce e volti e nozioni a quanto fanno, ma anche le biblioteche che devono conservare, possono attingere da una fonte degna, sulla quale si esprime l'intera comunità. E il conservare libri non sarà una responsabilità impossibile affidata al solo bibliotecario!!! E porre il libro nuovo sarà così un rinnovare la presenza, per la  comunità, dell'intera cultura conservata!
Il progetto prevede, infatti; una prima fase di esposizione dei testi scritti proposti e raccolti alla lettura e al commento di chi lo desideri, in ambienti deputati, (librerie, biblioteche, spazi culturali e comuni) testi dedicati alla rappresentazione tecnica e scientifica del nostro mondo in forma di saggio e alla descrizione delle opere di arte e ingegno e alla loro stessa espressione nelle forme della poesia e del racconto, e a qualsiasi altro sistema di scrittura; una seconda fase di selezione di un testo da parte di una piccola commissione; la stampa per 60 copie dello scritto e la sua diffusione ad un pubblico scelto; un momento successivo di discussione pubblica e generale, approfondita con specialisti e non, sul testo scelto che vada fino in fondo ai temi sollecitati; la stampa definitiva, con quanto si è detto, aggiunto e commentato e la sua conservazione nelle biblioteche nostre; il riconoscimento decisivo riguardo alla presenza di autori nei nostri luoghi, quale necessaria corrispondenza nostra al mondo, e a quanto qui da noi continua ad essere trasformazione e cambiamento rappresentabili.
Cambiamento che siamo in grado di concepire nelle nostre comunità, che così troverebbero come già nella verità dalla differenza dei diversi dialetti, il motivo decisivo intorno al quale proporre nuove condizioni di incontro, dove lo scambio di competenze e di sensibilità spingerà ad una più efficace corrispondenza tra scambio e produzione, dove all'equilibro che lo scambio auspica potrà essere resa pari la corrispondenza obbligata al produrre dello scarto e dell'avanzo, del poco e del molto, che finalmente integrati e reciprocizzati una nuova condizione di civiltà potranno annunciare.
L'Associazione è disponibile a presentare il progetto nelle scuole, nelle comunità e dove lo si considererà necessario.
I tempi di realizzazione potrebbero essere così scanditi:
comunicazione, annuncio del progetto e definizione dei luoghi dove 'appendere' gli scritti da parte di ogni Comune in coordinazione;
dopo due mesi, raccolta, degli scritti e degli eventuali primi commenti;
costituzione della commissione di valutazione e PRIMASTAMPA;
diffusione presso il pubblico scelto per due mesi ancora, mentre si raccolgono scritti per la tornata semestrale successiva;
discussione pubblica e generale con specialisti e non;
eventuale integrazione di commenti e considerazioni rivenienti dalle discussioni;
stampa con deposito del testo presso le biblioteche comunali con cerimonia di valorizzazione dell'autore e pratica successiva di lettura.
Ai Sindaci la richiesta di indicare i luoghi dove la 'esposizione' dei testi potrà essere possibile.
Ogni altro suggerimento sarà benvenuto.

Cordiali saluti              Ass. cul. “Vittorio Tinelli – Parole e cose nuove”

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