![]() |
| foto di Bruce Gilden |
Congelamento degli aumenti salariali. Conferma del pareggio
di bilancio nella Costituzione e quindi di 45 miliardi di tagli per i prossimi
5 anni alla spesa pubblica. Creazione del commissario europeo al rigore di
bilancio, uno zar che avrà il potere eccezionale di controllare e imporre
misure agli stati che sforano il pareggio di bilancio dal 2013 in poi. Questa
la cornice generale in cui il PD si appresta ad avviare la politica economica
del prossimo governo di centro-sinistra con l'appoggio dei centristi di Monti.
Tre comandamenti che non verranno contestati dal centro o
dalla destra, ma certamente dalle ali non silenziate del populismo di destra o
di sinistra. Tutto proseguirà come sempre. Dunque, niente riforma dell'articolo
18 già riformato dalla riforma Fornero. Impegno a mantenere le politiche
recessive che, secondo il bollettino della banca d'Italia del 18 gennaio
2013 abbatterà il Pil al ritmo di un punto percentuale all'anno. Un film
dell'orrore, ma qualcuno cerca di fare sorridere gli spettatori, promettendo
incentivi alla produttività delle imprese e qualche lenitivo sulla precarietà,
ma senza sbilanciarsi.












